Discovery – Metroidvania

Discovery – Metroidvania

Con la recente esplosione del mercato indie videoludico, generi rimasti nell’ombra per molto tempo stanno iniziando a uscire allo scoperto. 

Termini come Metroidvania e Roguelike si stanno facendo largo fra le categorie di videogiochi più conosciute; probabilmente molti di voi hanno già sentito questi nomi e sanno perfettamente di cosa sto parlando, ma nella mia esperienza ho notato che non è raro vedere qualcuno arricciare il naso sentendone parlare. 

Discovery è una rubrica di 4 numeri che andrà a trattare alcuni dei generi più famosi che il mercato indie sta portando (o riportando) alla luce e sviluppando in una miriade di modi, iniziando con gli intricati Metroidvania.

Esplorazione e crescita

Il genere Metroidvania, prende (palesemente) spunto da due saghe videoludiche del passato: Metroid e Castlevania.

Questo genere si basa sulle caratteristiche principali dei giochi da cui prende il nome: esplorazione e sviluppo del personaggio incentrato nell’acquisizione di abilità, che consentono l’esplorazione di nuove aree del mondo di gioco.

Generalmente, la progressione nei videogiochi è costituita dal superamento di blocchi ben definiti: successione in livelli e capitoli o sblocco di aree dopo il completamento di una determinata missione.

I titoli Metrodvania ribaltano questo concetto: la maggior parte del mondo è accessibile fin dai primi minuti di gioco, ma il personaggio non è in grado di navigarlo interamente, a causa della sua mancanza di abilità.

In un titolo Metroidvania gli elementi che impediscono al giocatore di avanzare prima di un determinato progresso sono, per esempio, piattaforme troppo alte, non raggiungibili con un salto normale, oppure zone buie nelle quali il giocatore non riesce a vedere verso cosa sta andando incontro.

Il fulcro del genere punta ad un miglioramento delle capacità e dell’equipaggiamento del personaggio, sia dal punto di vista combattivo sia di navigazione del mondo.

Nella saga di Metroid, ad esempio, Samus, la protagonista, non è in grado di passare attraverso alcuni cunicoli prima di ottenere il potenziamento Morph Ball, che le consente di appallottolarsi e rotolare attraverso stretti pertugi, dandole la possibilità di proseguire verso nuove aree.

Un altro degli aspetti principali del genere è, spesso, la mancanza di indicazioni sulle vie che il giocatore deve percorrere per proseguire, rendendo l’esplorazione un elemento chiave: il giocatore sarà continuamente spinto a girovagare per il mondo di gioco, talvolta perdendosi, in cerca di un potenziamento, o un luogo in cui utilizzarne uno appena ottenuto. 

Le mappe di questi titoli sono intricate, piene di zone segrete e opzionali, la critical path (il percorso principale che porta dall’inizio alla fine del gioco) è, di norma, una sola e necessita di tutte, o quasi, le abilità del personaggio per essere percorsa. Ma non sono poche le strade che si aprono una volta ottenuto un nuovo potenziamento, e il giocatore si troverà spesso a doversi spremere le meningi per ricordare i luoghi incontrati in precedenza, in cui sfruttare le abilità a propria disposizione.

Molti titoli da esplorare

Negli ultimi anni il Metroidvania è stato riscoperto da titoli divenuti molto famosi.

Ori and The Blind Forest è un gioco che racconta la storia di uno spirito della foresta, che deve salvare il suo minuscolo mondo da un oscuro destino. Il gioco è improntato su un platforming molto vario, che aumenta di difficoltà man mano che il giocatore ottiene i tanto anelati potenziamenti.

Un altro titolo impossibile da ignorare quando si parla di questo genere è Hollow Knight, che vede come protagonista un piccolo cavaliere, intento ad esplorare il mondo sotterraneo di Hallownest per svelarne i segreti.

Hollow Knight presenta un mondo estremamente vario ed intricato in cui gli ambienti sono caratterizzati sotto molti aspetti: colori, musiche, ostacoli, nemici e boss (di cui il titolo è pieno, infatti presenta la bellezza di 148 nemici e 49 boss fight diverse) descrivono ogni zona dandole profondità e carattere.

Lo stile di gioco è un continuo alternarsi di platforming e combattimenti all’arma bianca, talvolta legati insieme, inserendo alcuni elementi tipici dei soulslike.

Altri titoli che possono essere giocati per provare un’esperienza Metroidvania sono Axiom Verge (che prende fortemente ispirazione dallo stile dei vecchi capitoli di Metroid, senza volerlo nascondere), The Messenger (vincitore come miglior gioco indie al debutto ai The Game Awards 2018) e Bloodstained: Ritual of the Night, sviluppato da Koji Igarashi che lavorò in prima persona alla saga di Castlevania .

Perdersi può essere divertente

Oltre ai giochi citati sopra, il mercato indie è pieno di titoli che fanno riscoprire la bellezza della ricerca e dell’esplorazione vecchio stile. I Metroidvania sono titoli che vanno giocati utilizzando memoria e curiosità. Io personalmente mi sono trovato a dover prendere appunti su luoghi nei quali sarei dovuto tornare una volta ottenuta la possibilità di accedervi.

Questo genere videoludico stuzzica continuamente la curiosità del giocatore, che avrà spesso i classici momenti Eureka ! quando otterrà potenziamenti che gli consentiranno di esplorare zone, che prima ha potuto solo osservare impotente, senza la possibilità di accedervi.

Nei prossimi 3 numeri di questa rubrica andremo ad analizzare altri generi “di nicchia”, come i Roguelike, che saranno i protagonisti del prossimo numero di Discovery.

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