Gianni Vattimo: “È diventato comune, tra i Paesi europei, il preferire soluzioni ‘tecniche’ per risolvere problemi politici”

Gianni Vattimo: “È diventato comune, tra i Paesi europei, il preferire soluzioni ‘tecniche’ per risolvere problemi politici”

All’Istituto Italiano di Cultura di New York, il 31 maggio, il filosofo italiano ha partecipato alla conferenza “Il ruolo della verità nella politica europea”

Vattimo“Il problema della verità è diventato urgente in Europa e lo dico non perchè sono un filosofo ma perchè stiamo vivendo un periodo in cui si ha una politica neutralizzata tecnicamente”. Ha esordito così il filosofo Gianni Vattimo all’Istituto Italiano di Cultura di New York dove il 31 maggio si è tenuta la conferenza “Il ruolo della verità nella politica europea”. Un evento che ha visto non solo la partecipazione del direttore, Riccardo Viale, ma anche quella di Natalia Quintavalle, Console Generale d’Italia a New York.

Il governo, ricorda il filosofo italiano, è fatto purtroppo da economisti-scienziati, e non esistono più differenze tra le due opposizioni. Stando allesue parole, il concetto di verità è strettamente legato al concetto di tecnica, perchè alcuni paesi dell’Europa preferiscono adottare soluzioni tecniche per risolvere problemi politici. Basta pensare all’Italia e al governo tecnico di Mario Monti.

Ma esistono veramente degli esperti secondo Vattimo? “No, non esistono. Al massimo esistono dei buoni economisti”. E soprattutto oggi, in una situazione che sfugge al controllo democratico, è molto difficile parlare di verità soprattutto quando, stando alle sue parole, “è come se ci fosse una sorta di interesse revival nella politica”.

E richiamandosi alla domanda di Nietzsche “Ma quanta verità può tollerare una persona?”, Vattimo si chiede: “Quanta verità scientifica può tollerare una società?”. E ancora: “Possiamo liberarci dalla verità dei cosiddetti esperti che assumono sempre più importanza in una società guidata da interessi globali?”. Con questo, l’autore non vuole dire che bisogna eliminare il controllo ‘scientifico’, ma che, semplicemente, si deve avere una sorta di scienza ‘ufficiale’ che sia in qualche modo comparabile con quella religione ‘ufficiale’ che dominava in altri tempi. “Le persone – ha sottolineato – possono e devono prendere delle decisioni in base alla verità, ma questa verità è la stessa che si ha in campo scientifico?”.

“Cerco sempre di essere fedele alla verità ma non in senso economico. E, come politico, prendo le mie posizioni in relazione a chi rappresento”.

Ma di cosa ha bisogno le’Europa per risollevarsi? “Abbiamo bisogno di un alleggerimento delle misure. L’Italia, ad esempio, non può tornare in dietro. Sarebbe troppo complicato e addirittura impensabile. Dobbiamo guardare avanti”, ha concluso Vattimo.

di Valentina Cordero

5 giugno 2013

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