I giganti della montagna di Latini, all’orlo del teatro

I giganti della montagna di Latini, all’orlo del teatro
I giganti della montagna

Roberto Latini porta dal 3 all’8 maggio 2016 al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano, I giganti della montagna, l’ultima opera rimasta incompiuta di Luigi Pirandello, morto nel 1936.

Cura adattamento e regia, andando oltre il testo, rispettando solo l’indefinito del finale, in una sorta di spettacolo performance, non raccontando la storia, ma portando suggestioni, suoni, impressioni, immagini evocative; tutto è all’orlo della vita, del sogno, del racconto, del teatro, della morte e della paura. La paura apre e chiude lo spettacolo: io ho paura, tre parole sussurrate, sincopate, tremolanti, dette in un fragore di lampi, tuoni, pioggia, rumori e luci creati con un impianto tecnico molto invasivo.

Latini è solo sul palco; da voce ai vari personaggi, prima ancora che con artifici teatrali, come parrucche o costumi, usando il corpo come uno strumento musicale: spostandosi, piegandosi, inginocchiandosi, incurvandosi, assumendo posture diverse. Parla per gli scalognati, il gruppo che si è rinchiuso nella villa lontano dalla vita per vivere i sogni e per questo non permette a nessuno di avvicinarsi. Sono loro che cercano di spaventare gli attori che arrivano col loro carretto, simbolo di granitica sicilianità, là in cima e che invece di farsi spaventare da quelle luci spettrali, ne sono attratti e credono anzi di leggere segnali di accoglienza. Parla per il gruppo di attori arrivati per presentare la commedia del figlio cambiato scritta per Ilse, la contessa che non è contessa, dal poeta innamorato di lei e del teatro, morto suicida dopo il suo rifiuto. Parla per il mago Cotrone che arriva sul palco con grandi trampoli, creando illusioni e fantasie, per la Sgrincia, per Diamante, la seconda donna della compagnia.

E mentre ogni personaggio è costretto a vivere la propria vita all’orlo del proprio sogno, i sogni e le vite di tutti si intrecciano in un inestricabile arabesco dove personaggi e comparse si scambiano continuamente i ruoli, le verità di ognuno a contatto con le verità altrui, si trasformano come elementi chimici privi di schemi, come fiumi in piena che stravolgono i contesti sconfinando nel metafisico. Un tappeto sonoro (Gianluca Misiti), accompagna il suggestivo spettacolo.

I giganti della montagna
I giganti della montagna

Piccolo Teatro Studio Melato (Via Rivoli, 6 – M2 Lanza), dal 3 all’8 maggio 2016
I giganti della montagna
di Luigi Pirandello, adattamento e regia Roberto Latini
con Roberto Latini
musiche e suoni Gianluca Misiti, luci Max Mugnai, video Barbara Weigel
elementi di scena Silvano Santinelli, Luca Baldini, movimenti di scena Marco Mencacci, Federico Lepri
produzione Fortebraccio Teatro in collaborazione con Armunia Festival Costa degli Etruschi, Festival Orizzonti/Fondazione Orizzonti d’Arte, Emilia Romagna Teatro Fondazione

Salvo diversa indicazione, gli orari degli spettacoli al Piccolo sono:
martedì, giovedì e sabato, 19.30; mercoledì e venerdì 20.30; domenica 16. Lunedì riposo.
Durata: 115 minuti compreso intervallo
Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro
Informazioni e prenotazioni 848800304 – www.piccoloteatro.org
News, trailer, interviste ai protagonisti su www.piccoloteatro.tv

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