Tereškova countdown, il sogno dell’emancipazione femminile

Tereškova countdown, il sogno dell’emancipazione femminile

Il Centro Asteria di Milano domenica 20 dicembre 2020 ha presentato in diretta sulla piattaforma Vimeo, la sua produzione teatrale Tereškova countdown. Lo spettacolo chiude il festival Nuovi Sguardi, rassegna di tre spettacoli ideati da artisti sotto i 35 anni.

Tereškova countdown ci fa rivivere la storia di Valentina Tereškova astronauta russa (classe 1937), prima donna nello spazio, andata in orbita da sola il 16 giugno 1963 a bordo della navicella Vostok-6, due anni dopo lo storico lancio di Jurij Gagarin nel 1961. Un evento epocale, fortemente voluto dalla propaganda sovietica.

Siamo infatti in piena guerra fredda. Usa e Urss si contendono la supremazia, la corsa agli armamenti nucleari e anche il primato dello spazio. La Russia è in vantaggio: il primo satellite lanciato in orbita nel 1957 è russo, lo Sputnik 1. Un mese dopo lo Sputnik 2 porta in orbita il primo animale, la cagnetta Laika. La propaganda sovietica narra della sua morte indolore nello spazio, dopo una settimana di ”passeggiate tra le stelle”. In realtà muore in orbita di morte atroce, poche ore dopo il lancio. Nel 1961 Jurij Gagarin è il primo uomo, sempre russo, ad andare nello spazio. E due anni dopo è pronta a mandarci la prima donna per mostrare al mondo la parità tra uomo e donna all’interno della società comunista. .

Per questo Valentina Tereškova  viene selezionata nel 1962 insieme ad altre quattro donne. Il programma di preparazione al lancio spaziale al femminile è segreto. Sarà lei  ad essere scelta, oltre che per la preparazione tecnica, per la sua biografia,  ideale per la narrazione retorica del regime sovietico. Infatti  è nata in una famiglia povera, è orfana di un contadino eroe di guerra, operaia in un’azienda tessile,  diplomata in una scuola serale, attivista convinta e segue corsi di paracadutismo.

È quindi  ideologicamente pura, non come l’altra collega-candidata, Valentina Ponomaryova tecnicamente preparata ma libertina e indipendente.

 

Lisa Capaccioli che ha appena pubblicato con Paola Bigatto Il quaderno delle lezioni di Luca Ronconi, a cura di Antonella Astolfi, firma drammaturgia e regia di Tereškova countdown. La drammaturga, allieva di Ronconi e sua assistente negli ultimi spettacoli, racconta questa storia attraverso tre donne, tre osservatori diversi che consentono tre piani distinti di lettura.

Quello politico, con una giornalista che vuole fare uno scoop preparando un’intervista a Valentina Tereškova qualche anno dopo il volo spaziale; quello popolare attraverso Fernanda, la parrucchiera bolognese, incaricata di farle i capelli in occasione del suo passaggio a Bologna nel 1967; e quello più intimistico con sua mamma, che apprende del volo in orbita della figlia, solo dalla radio.

Tra le tre suggestive scene ideate dalla scenografa Cecilia Sacchi, immagini e filmati di repertorio appaiono sullo schermo.

Tereškova countdown: tre piani recitativi diversi

Lorenza Fantoni, allieva di Luca Ronconi alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano, da sola sul palco, da voce e corpo ai tre personaggi femminili. Lo fa utilizzando con maestria registri diversi. La vediamo prima in abiti quasi maschili muoversi con movimenti asciutti e scattanti attorno alla scrivania piena di carte, mentre prepara l’intervista alla Tereškova nella speranza di trovare la verità nascosta dalla propaganda. Parla in italiano ben scandito.

Entriamo poi nel salone della parrucchiera bolognese Fernanda. In camice e sandali, con i bigodini coperti da una retina colorata, Fernanda ci fa scivolare, con la sua veloce parlata musicale bolognese, nel sogno dell’emancipazione femminile ancora lontano in Italia. Se una donna è andata nello spazio, ci dice, allora si che tutto può succedere per le altre donne. Anche in un’Italia molto conservatrice.

Infine incontriamo Lorenza Fantoni in una cucina povera, illuminata dalle belle luci di Giovanni Tammaro mentre taglia cavolo, cipolle e verze. È la mamma di Valentina. Appare curva, vestita con abiti modesti, uno scialle sulle spalle. Parla con un forte accento russo e ci racconta dell’infanzia di sua figlia che sin da piccola voleva fare qualcosa di diverso, diventare capotreno o ingegnere.

E dei suoi sogni da giovane adolescente, della sua caparbietà, forza di volontà e coraggio. Una radiolina a transistor trasmette musica classica. Sarà da questa scatolina, poco dopo, che apprenderà della figlia, prima donna in orbita!

Tereškova countdown

testo e regia Lisa Capaccioli

con Lorenza Fantoni,

scenografia  Cecilia Sacchi
luci/audio/video Giovanni Tammaro

assistente alla regia Lucrezia Zanetti

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