Janis.Take another little piece of my heart, un presente che non accoglie

Janis.Take another little piece of my heart, un presente che non accoglie

 

Janis.Take another little piece of my heart, è uno spettacolo nato da un’idea di Luca Cecchelli. Parla la lingua dei giovani e degli adolescenti. Cecchelli, giornalista, laureato in linguistica italiana e da sempre curioso indagatore dei diversi aspetti del mondo dello spettacolo, fa loro conoscere Janis Joplin, la la più grande cantante americana di rock, soul e blues degli anni 60, morta all’età di 27 anni di droga.

Li accompagna per mano, nel mondo folle di quegli anni, in un’America conservatrice e maccartista, che denigra quella generazione chiamata con disprezzo beatnik, tra la beat generation e ideali comunisti racchiusi nel lancio dello Sputnik.

E lo fa senza nozionismo, senza percorrere la facile strada del mito o della trasgressione, comune a quella generazione, ma seguendo un percorso intimistico, avvicinandosi con delicatezza a quella giovane adolescente che si crede un baco e non sa di essere già una farfalla.

Janis nasce nel 1943 in un paesino del Texas, dove, da adolescente, si sente asfissiare per l’ambiente chiuso e razzista. Sin dalle medie, si sente diversa, emarginata per la sua goffaggine, desiderosa di essere come gli altri.

A scuola è bullizzata perchè grassa, incapace di ballare e mascolina. Per spregio, viene anche eletta “l’uomo” più brutto dell’anno. A casa il motto della madre è astenersi, moderare, pregare. Fuori l’ombra del Ku Klux Klan sembra risorgere proprio in quegli anni, per contrastare le nuove attività del governo americano contro la discriminazione razziale volute da John F. Kennedy e da Lyndon Johnson.

L’adolescenza di ieri, come quella di oggi, appare un ponte difficile da attraversare.

In Janis.Take another little piece of my heart, la drammaturgia di Davide Del Grosso, che cura anche la regia e recita in scena, indugia con delicatezza sulle difficoltà di questa adolescente che vive un presente che non l’accoglie e vede un futuro che la spaventa. L’adolescenza di ieri, come quella di oggi, appare come un ponte difficile da attraversare.

Janis si rifugia dapprima nella scrittura: “siediti lì e conta le tue dita da bambina infelice, conta le gocce di pioggia”. Poi, sente forte l’urgenza di cercare un luogo dove gridare la sua inadeguatezza, anche se sa, che la scoperta è un passo nel vuoto, e il rischio di cadere è grande. E trova il canto e la musica rock. Ma anche la droga e l’alcol che riempiono la sua solitudine.

La sua carriera da cantante rock e soul è fulminante. Impatta sul mondo musicale di quegli anni col furore di un meteorite. Ma poi si spegne in quel vuoto pieno di alcol e droga in una stanza d’albergo il 4 ottobre 1970.

Sul palco, Marta Mungo, titubante ed impacciata, dà voce all’adolescente di oggi che consente di avvicinarsi a quella di ieri, la piccola Janis, che non appare più cosi lontana. Davide Grosso l’accompagna mentre sullo sfondo passano video e fotografie in bianco e nero che segnano le tappe della sua folgorante carriera.

Lo spettacolo, se non restituisce interamente il ritratto di questa donna iconica e straziata, ha il pregio di offrire ai ragazzi,  un affresco di quegli anni e tratteggia la traiettoria di questa cometa.

Teatro Bruno Munari via Giovanni Bovio, 5 Milano

Info e prenotazioni: prenotazioni @teatrodelburatto.it –  tel. 0227002476 –  www.teatrodelburatto.it

Janis.Take another little piece of my heart

Ideazione: Luca Cecchelli

Testo, video e regia: Davide Del Grosso

Luci: Marco Zennaro

In scena: Marta Mungo e Davide Del Grosso

Direttore di produzione: Franco Spadavecchia

Produzione Teatro del Buratto

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