Favole al telefono, favole come semi di fagioli magici

Favole al telefono, favole come semi di fagioli magici

Vi ricordate la favola di Giacomino e dei semi di fagioli magici? Giacomino era un bimbo poverissimo. Viveva con la mamma in una casupola di campagna. Avevano una mucca come unica ricchezza. Purtroppo un giorno la mamma si vide costretta a venderla e mandò Giacomino al mercato. Per strada però, il bambino incontrò un vecchio che si fece dare la mucca in cambio di qualche seme di piante di fagioli. Rientrato a casa, la mamma, disperata ed adirata li gettò dalla finestra.

Non aveva tenuto conto però, che quei semi piccoli e all’apparenza insignificanti, fossero magici. Durante la notte infatti, da quei semini piccoli piccoli, nacquero piante altissime e bellissime. Giacomino, curioso, vi si arrampicò ed arrivò ad attraversare il cielo e le nuvole fino al castello dell’Orco cattivissimo e ricchissimo. Riusci a ucciderlo e ad impossessarsi di tutte le sue ricchezze. Il lieto fine è intuibile!

Favole al telefono, favole come  semi di fagioli magici per entrare nel mondo della realtà

Ecco, il progetto di Campsirago Residenza Favole al telefono, di Rodari, con la regia di Anna Fascendini, mi ha ricordato questa favola. Perchè Favole al Telefono mi sono apparse da subito come un semino fruttifero nel tempo dilatato dall’emergenza coronavirus di tanti bambini. Mi piace sempre infatti, vedere adulti con un sentire bambino, che si inchinano davanti al mondo dell’infanzia con rispetto e delicatezza. Sanno che è prezioso, fragile, ma tanto fertile. E cercano, senza le sicurezze che animano rigidi educatori-censori, di offrire semini di creatività, immaginazione, libertà.

Favole al telefono, che avrebbe dovuto debuttare il 7 marzo 2020 è stato riadattato  proprio a causa del virus. Il nuovo format prevede che un attore o attrice di Camsirago Residenza, telefoni ai bambini in tutta Italia (ora visto il successo, anche in  Svizzera,  Inghilterra, Spagna, Belgio, Austria, Germania, Francia, Olanda, Canada, Finlandia), per raccontare loro una favola di Rodari.

Favole al telefono diventano per il bambino, non solo evasione, ma uno strumento, un seme, per entrare nel mondo della realtà esterna e interna, quella del suo “sentire”.

La narrazione è infatti in uno spazio privilegiato di reciprocità ed empatia. Alla fine il bambino è invitato dall’attrice/attore a raccontare il suo mondo interiore attraverso una favola da lui scritta e/o disegnata.

 

Favole al telefono, diventa libro grazie ai ragazzi del CFPP

Sono così arrivate, a Campsirago Residenza dall’inizio del coronavirus, moltissime storie di bambini di tutta Italia ed Europa, ognuna raccontata con mezzi espressivi diversi, dalla scrittura al disegno al video o semplici racconti audio (le foto dell’articolo, sono dei disegegni di bambini inviati a Campsirago Residenza, ad eccezione del tacchino con i pattini, idea grafica di uno studente del CFPP).

Ma la pianta di fagioli magici è cresciuta ancora: Campsirago Residenza è stata contattata dal CFPP di Lecco, venuto a conoscenza dell’iniziativa. Il Centro di Formazione Professionale Polivalente (CFPP) è nato nel 1971 per volontà del Comune di Lecco, con una specifica e mirata offerta per le persone disabili.

Ha poi ampliato la sua offerta nell’area dello svantaggio e dell’esclusione sociale con servizi e progetti rivolti ad adolescenti, giovani e adulti. Grazie alla collaborazione con il pedagogista Daniele Novara, ha strutturato nel tempo un modello di didattica che vede il gruppo come protagonista assoluto del processo formativo

Il Centro ha proposto di creare un libro per raccogliere tutte le storie inviate dai bambini. E di valorizzarle attraverso un lavoro di impaginazione e di illustrazione grafica fatto dai propri allievi adolescenti, a loro volta confinati per il virus. Il risultato, realizzato a distanza con un forte lavoro di regia da parte degli insegnanti, sarà pronto probabilmente a fine giugno.

Le Favole al telefono germogliano in tante favole scritte da  bambini

Un libro di cui Gianni Rodari ( si festeggia questo anno, il centenario della sua nascita) sarebbe felice. Perchè Campsirago ripropone ai bambini, l’incontro con “la grammatica della fantasia” da lui professato, che fa germinare dalle parole, tante storie.

Aspettiamo quindi, con grande curiosità, il libro di favole dei bambini illustrato da ragazzi di poco più grande di loro, usciti da poco dal mondo dell’infanzia.

Ci troveremo torte che finiscono in un campo da golf (Agnese 7 anni da Varese), un papà lavagna che torna magicamente a fare il papà (Amalia 4 anni da Brescia), la mano nuova di Billy (Emma 10 anni da Trevignano TV), i capelli a nuvola di Anouk, (Ginevra 11 anni da Riccione), un signore che vola con il tempo e con tanti orologi a cucù (Samuel Ikhayere da Brescia). C’è anche una riflessione sul tempo del coronavirus, A casa devo stare (Viola 6 anni da Lugano), un piccolo giallo, Omicidio alla festa  al mare (Mattia e Andrea 11 e 10 anni da Castel d’Aiano BO) e un’ode alla musica, L’amore di Ubaldo per la musica (Leonardo Capucci 9 anni da Casinalbo Mo).

E poi tanti animali: il granchio e l’airone furbetto (Andrea Fossati anni 6 e Fabio Fossati anni 9 da Agrate Brianza MB); un coniglio con tre uova di Pasqua (Caterina 5 anni e mezzo e Lorenzo 3 anni e mezzo da Oberrieden, Zurigo), un tacchino con i pattini ( Elia e Eva Borre 8 e 5 anni da Aosta), il falco e la salmona Giovanna (Greta 7 anni da Trezzo sull’Adda MI). E ancora tanto altro, di cui, per ragioni di spazio, non  possiamo parlare.

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