Mephisto, un giullare per gli assassini al Teatro Menotti
Sino al 22 marzo 2026, il Teatro Menotti ha presentato Mephisto, Romanzo di una carriera, di Klaus Mann, figlio di Thomas Mann. Il romanzo, scritto nel 1936 ad Amsterdam dove era scappato, pone la delicata e sempre attuale questione del ruolo e della responsabilità dell’artista e dell’intellettuale difronte al potere, in particolare quello nazista.
Woody Neri è Mephisto accompagnato sul palco da Giuliana Vigogna, Gabriele Gasco, Rita Castaldo e Samuele Finocchiaro. Gli attori indossano abiti contemporanei ideati, come le scene, da Marta Crisolini Malatesta e Francesca Tunno.
La regia di Andrea Baracco mischia più registri recitativi e aggiunge messinscene talvolta visionarie.
Mephisto: quanto è forte il male?
Lo spettacolo è pervaso da una tensione costante che rispecchia quella del protagonista. Tuttavia ci è apparso molto “urlato”. Ed è un peccato perché il tema è così denso che arriverebbe anche se trattato a voce più bassa.
Racconta di un giovane attore ambizioso, Hendrik Höfgen. Il personaggio è ispirato alla figura reale di un amico, nonché cognato dell’autore, Gustaf Gründgens, marito della sorella Erika per tre anni.
Ha sicuramente talento ma non ama l’arte nel profondo. É infatti animato solo da un sentimento di rivalsa. Gli pesano ferite antiche, forse di povertà, non elaborate. Vuole primeggiare, essere riconosciuto, imporsi.
L’arte, da che era concepita come strumento di lotta contro il capitalismo, diventa solo uno strumento per affermarsi. C’è nel suo modo di comportarsi un che di demoniaco, di distruttivo. Una sorta di necrofilia, vestita da vanità lo accompagna.
La scalata verso il successo è fatta a tappe inversamente proporzionali alla sua discesa agli inferi.
Gli ideali giovanili per un teatro sperimentale, libero dalla visione borghese, si sciolgono come neve al sole quando Hitler sale al potere. Rinnega infatti colleghi e amici, diventati invisi al nazismo, per adattarsi e compiacere lo stesso.
Continua imperterrito verso la fama, scacciando scomode domande. Attorno a lui c’è un’orgia di sangue, rotolano teste e si ammucchiano cadaveri. Ma lui inganna finanche se stesso, illudendosi che il Teatro abbia bisogno di lui. Tra tanti ruoli interpretati quello di Mephisto entusiasma il pubblico.
Come Mephisto vende la sua anima al diavolo, così lui vende la sua arte al regime diventando il favorito di Goering e uno tra gli artisti più in vista del periodo. Tutto diventa allora menzogna, estetismo possente, lusinga. E la arte è specchio del regime stesso.
Mephisto, Romanzo Di Una Carriera
Di Klaus Mann
Adattamento Andrea Baracco e Maria Teresa Berardelli
Con Woody Neri, Giuliana Vigogna, Gabriele Gasco, Rita Castaldo e Samuele Finocchiaro
Regia Andrea Baracco
Voce dell’autore e voce di Amleto Lino Musella
Ideazione scene e costumi Marta Crisolini Malatesta e Francesca Tunno
Suoni e musiche Giacomo Vezzani
Video Luca Brinchi e Daniele Spanò
Disegno luci Orlando Bolognesi
Aiuto regia Andrea Lucchetta
Produzione Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per INFINITO, Compagnia Mauri Sturno, MAT – Movimenti artistici trasversali e Tieffe Teatro
Teatro Menotti
Via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 0282873611 – biglietteria@teatromenotti.org




