‘When the rain stops falling’: oltre il tempo, l’afflizione e l’inquietudine

‘When the rain stops falling’: oltre il tempo, l’afflizione e l’inquietudine
Foto di Sveva Bellucci

Un racconto di rara epicità psicologica e drammatica si trasforma in pièce teatrale ed è elevato dalla statura dei suoi nove interpreti. Al Teatro Argentina di Roma va in scena When the rain stops falling, il dramma di Andrew Bovell, tradotto da Margherita Mauro e diretto da Lisa Ferlazzo Natoli.

Un suono familiare e perpetuo principia lo spettacolo, quello di una pioggia dirompente e incessante. Gabriel York è in attesa di suo figlio che non vede dall’età di sette anni. Il giovane, ormai adulto, scuote l’esistenza solitaria e passiva del padre, il quale in occasione del tanto atteso ricongiungimento si desta dal proprio torpore. Un pesce cade giù dal cielo; un simbolo, una metafora, o il semplice annuncio di una fine del mondo incombente. Sarà con ogni probabilità questa preannunciata apocalisse a portare il ragazzo a cercare risposte su sé stesso e sul passato della sua famiglia. Ha così inizio il flashback sulle quattro generazioni della famiglia York e Law.

A partire dal 1959 fino al 2039 lo spettatore prende parte alla tragedia senza tempo e senza requie dei membri di una famiglia sciagurata. Anime che incrociano i propri passi attraverso le pieghe del tempo. Un filo invisibile lega questi personaggi generazione dopo generazione, bagnato da un elemento comune e imprescindibile: la pioggia. Bovell trasforma la pioggia in un deus ex machina onnipresente. Nulla cambia se un padre è costretto ad abbandonare la moglie e il proprio bambino; nulla cambia se un incidente stradale spezzerà una vita e ne unirà altre. La pioggia sarà sempre lì, costante nel suo insensibile scroscio. In fondo cosa sono i problemi di una famiglia in confronto alla morte di migliaia di persone dall’altra parte del mondo e di un pianeta lentamente inghiottito da un novello diluvio universale? Se lo domandano spesso i protagonisti. Un modo di dire si trasforma lentamente in triste verità.

When the rain stops falling si erge grazie ad un’architettura complessa ma estremamente fruibile. L’intera narrazione lievita grazie a un gioco di stile elegante e estremamente delicato. Si rimane alla fine sconcertati dinanzi alla drammaticità dei personaggi; eppure è tutto così fortemente umano, quasi da far credere che questa epopea familiare, così dolorosa, sia solo uno degli infiniti drammi che si susseguono in questo mondo distopico descritto dall’autore. I personaggi sono alla costante ricerca di risposte, su loro stessi, sulle proprie origini e il continuo trascorrere del tempo scandisce i fallimenti e i loro piccoli trionfi. Si giunge alla fine, dove il testimone di questa perenne ricerca è affidato nelle mani dell’ultimo membro della famiglia, rassegnato, così come il padre, ad una fine del mondo imminente. Lui, l’ultimo elemento intorno al quale orbitano gli spettri del suo passato; quelle anime inquiete, incapaci di trovare pace in vita e che forse, proprio grazie al giovane figlio di Gabriel York, potranno riposare serenamente.

Questo dramma è indubbiamente ingigantito nella sua spettacolarità e raffinatezza da un cast sublime, brillante e scenicamente maturo. I personaggi si muovono sulla scena da principio come sagome adombrate da acuti giochi di luce, quindi prendono vita e trasmettono allo spettatore una poderosa carica emotiva e lo guidano in questo mondo in cui il tempo si smaterializza e le sciagure si intersecano tra loro, fatali.

L’elemento scenico è fondamentale. Sullo sfondo è presente a tinte scure e inquietanti una pioggia stilizzata, affascinante con le sue ombre e i suoi angoli oscuri. In diverse fasi della messa in scena vengono proiettati cieli stellati e interessanti giochi visivi intrisi di infinita poetica che si fondono con le epifanie di alcuni personaggi, conferendo allo spettacolo anche un interessante lettura stilistica di impatto cinematografico. Un principio considerato sempre più spesso dalle moderne produzioni.

When the rain stops falling è un colossal di emotività, dramma e pura tragicità umana. Il tempo si incarna in una pioggia perpetua che tutto avvolge. Uno spettacolo fondamentale per il cuore del teatro e dello spettatore che si misurerà con l’intelligenza di un grandissimo esercizio di stile e arguta finezza.

 

WHEN THE RAIN STOPS FALLING

Quando la pioggia finirà

da un progetto di lacasadargilla

di Andrew Bovell

regia Lisa Ferlazzo Natoli

traduzione Margherita Mauro

con Caterina Carpio, Marco Cavalcoli, Lorenzo Frediani, Tania Garribba

Fortunato Leccese, Anna Mallamaci, Emiliano Masala, Camilla Semino Favro

Francesco Villano

scene Carlo Sala

costumi Gianluca Falaschi

disegno luci Luigi Biondi

disegno video Maddalena Parise

disegno del suono Alessandro Ferroni

foto di scena Sveva Bellucci

TEATRO ARGENTINA

orari spettacolo

prima ore 21.00

martedì e venerdì ore 21.00

mercoledì e sabato ore 19.00

giovedì e domenica ore 17.00

lunedì riposo

durata un’ora e 55′

 

 

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