FESTIVAL SCIENZA MEDICA 2019 | Open day al Policlinico di S. Orsola

FESTIVAL SCIENZA MEDICA 2019 | Open day al Policlinico di S. Orsola
Fonte foto: Policlinico di S. Orsola, foto scattata durante l’open day.

Oltre 80 gli appuntamenti che si sono svolti in città per il Festival della Scienza Medica.

Menti geniali come John Gurdon, premio Nobel per la Medicina nel 2012, Aaron Ciechanover, premio Nobel per la Chimica 2004 e Tomas Lindahl, Nobel 2015 per la chimica, hanno animato la quinta attesissima edizione del Festval della Scienza Medica bolognese.

Tra gli eventi che quest’anno sono dedicati al tema “Intelligenza della salute”, il Policlinico di S. Orsola ha presentato, l’11 maggio scorso, tre suoi progetti  inerenti la robotica al servizio della persona.

Tra questi “Psico-Robotica 2017”, la storia scientifica di “Marino, il robot che aiuta a riconoscere le emozioni”, di cui è responsabile  la Dott.ssa Dorella Scarponi.

Un pomeriggio intero all’insegna della curiosità di piccoli e grandi, pazienti e cittadini, mossi dal desiderio di conoscere il piccolo umanoide e le sue gesta.

L’open day ha introdotto i presenti al progetto che il gruppo di ricerca  dell’Oncologia Pediatrica del Policlinico bolognese ha in corso da due anni sullo studio delle emozioni espresse da Nao e riconosciute dai pazienti pediatrici ricoverati.

La mappatura dei centri Nao in Italia – argomento trattato nel secondo articolo della rubrica Generazione Nao –  esprime l’interesse crescente nei confronti della robotica sociale e gli sviluppi dell’ utilizzo di tale tecnologia nei diversi contesti ospedalieri. Durante l’open day i bambini  si sono relazionati, come volontari, a Marino, mentre l’interlocutore supertecnologico simulava le 4 emozioni proposte. L’obiettivo era cimentarsi nel riconoscimento.

Nao si è poi scatenato mostrando i suoi talenti ricreativi con canti, balli e giochi di indovinello.

Tante le domande da parte dei genitori presenti, non solo tecniche, quanto più articolate intorno all’inserimento del Nao in contesti di cura complessi, con particolare attenzione alle implicazioni relazionali e sociologiche che un umanoide può avere .

Il quarto piano della pediatria al padiglione 13, in due turni, uno alle 15:30 e uno alle 16:30, ha registrato il sold out.

In chiusura, la responsabile del progetto e il suo staff hanno posto ai partecipanti, un semplice  quesito:  “ Porteresti il robot a casa con te?”. Variegate e utili le risposte scritte e i disegni. Marino ne esce benvoluto, per simpatia e intelligenza. Apprezzato perché prevedibile, cortese e un po’ imperfetto.

Descrizioni che ci aiutano ad  immaginare come vorremmo il futuro super tecnologico: composto da esseri inseriti nel gruppo degli umani senza la presunzione di volerli sostituire, pronti a partecipare, in maniera pacifica, allo sviluppo di progetti di conoscenza e solidarietà.

Dorella Scarponi
Raffaele Buccolo

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