Siglato accordo fiscale Italia – Liechtenstein, addio al segreto bancario

Siglato accordo fiscale Italia – Liechtenstein, addio al segreto bancario

20150226_segreto_bancario_liechtensteinDopo quello con la Svizzera, firmato anche l’accordo fiscale con il Liechtenstein. A darne notizia è il ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, che ha siglato nella giornata di ieri l’accordo di scambio di informazioni ai fini fiscali con il premier e ministro delle Finanze del Liechtenstein, Adrian Hasler. “Analogamente a quanto avvenuto con la Svizzera, l’accordo pone fine al segreto bancario nel Principato. L’accordo tra Italia e Liechtenstein consentirà di sviluppare ulteriormente la cooperazione amministrativa tra i due Paesi e quindi rafforzare il contrasto all’evasione fiscale”, spiega un comunicato del Ministero delle Finanze.

L’accordo si fonda sul modello Ocse di Tax Information Exchange Agreement (Tiea) e permette lo scambio di informazioni su richiesta relativamente a tutte le imposte. Lo Stato a cui sono richieste le informazioni non può rifiutarsi di fornire al richiedente la collaborazione amministrativa per mancanza di interesse ai propri fini fiscali, né opporre il segreto bancario, che dunque viene definitivamente meno anche nei confronti del Principato.

Padoan e HaslerI hanno firmato anche un protocollo aggiuntivo che disciplina le richieste di gruppo. Le autorità italiane potranno dunque presentare richieste di informazioni qualora rilevassero “comportamenti che fanno presumere l’intenzione dei contribuenti di nascondere al fisco italiano patrimoni o attività detenute irregolarmente nel Liechtenstein”.  L’applicazione dell’accordo sullo scambio di informazioni e del protocollo aggiuntivo sarà effettiva dopo la ratifica da parte dei Parlamenti dei rispettivi Paesi, a decorrere dalla firma. Pertanto, lo scambio di informazioni potrà riguardare situazioni in essere alla data di oggi.

Con la firma dell’accordo, il Liechtenstein non viene considerato, ai fini della voluntary disclosure, un Paese appartenente alla cosiddetta “black list”, permettendo così ai cittadini italiani che detengono in maniera illegale patrimoni o attività nel Principato di accedere alla procedura di collaborazione volontaria, regolarizzando la propria posizione alle condizioni più favorevoli previste dalla normativa in materia.

Giuseppe Ferrara
27 febbraio 2015

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