Eurispes: “Burocrazia e fisco vero fardello dell’Italia”

Eurispes: “Burocrazia e fisco vero fardello dell’Italia”

5ebc2c6f2f727d44d394fbaaf734a5d3cf63e0e6dc051892455a4760Burocrazia e fisco sono il vero grande fardello dell’Italia. Un freno che trattiene il Bel paese dalla fuoriuscita dalla crisi e che ne rallenta la ripresa economica, neutralizzando il grande potenziale di cui dispone. Non a caso fa registrare un incremento significativo la sfiducia degli italiani (per 9 cittadini su 10 la situazione economica peggiora e oltre la metà non crede nella ripresa) e oltre il 47,2% non riesce ad arrivare alla fine del mese. A sostenerlo è l’Eurispes, nel rapporto Italia 2015 presentato oggi a Roma.

“Mentre l’economia va a rotoli e la società vive un pericoloso processo di disarticolazione”, ha dichiarato il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, “assistiamo al trionfo di un apparato burocratico onnipotente e pervasivo in grado di controllare ogni momento e ogni passaggio della nostra vita”.
Secondo Fara, con lo spropositato incremento della produzione legislativa necessaria a disciplinare la nuova complessità sociale ed economica, la burocrazia si è trasformata da esecutore in attore protagonista, arrivando a toccare ogni aspetto della vita degli italiani, in maniera profonda e condizionante. Una burocrazia che per Fara raccoglie diversi momenti fondamentali: quello progettuale e quello di approvazione, di emanazione e di applicazione di leggi, misure, regolamenti; quello di determinazione delle sanzioni e di gestione e distribuzione delle risorse.

In sostanza, Fisco e burocrazia, secondo l’Eurospes, stanno portando il Paese nel declino. “L’Italia è ormai come l’uroboro descritto qualche tempo fa da Gustavo Zagrebelsky. L’uroboro è l’immagine mitologica del serpente che mangia la sua coda nutrendosi di se stesso”, ha affermato Fara. In questo preciso momento storico “lo Stato sopravvive nutrendosi dei propri cittadini e delle proprie imprese, cioè della società che lo esprime. Con evidente miopia: che cosa accadrà quando non ci sarà più nulla di cui nutrirsi? Ed è questa la chiave per capire i motivi della crisi e della profonda sfiducia, quando non è odio, dei cittadini nei confronti delle istituzioni e della politica”.

Giuseppe Ferrara
30 gennaio 2015

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