Raggiunto l’accordo fiscale tra Italia e Svizzera sullo scambio di informazioni

Raggiunto l’accordo fiscale tra Italia e Svizzera sullo scambio di informazioni

imagesLa notizia era nell’aria da giorni. Ora è ufficiale: Italia e Svizzera hanno raggiunto l’accordo sullo scambio di informazioni in materia fiscale.
“Dopo tre anni di negoziato, l’intesa è stata trovata. L’accordo verrà firmato verso la metà del prossimo mese”. Ad annunciarlo è il consulente per il Fisco del ministero dell’Economia, Vieri Ceriani. La ratifica, comunque, si prevede arriverà entro il 2017. La modifica del trattato, infatti, dovrà essere ratificata dai rispettivi Parlamenti nazionali e le macchinose procedure richieste dagli assetti istituzionali elvetici potrebbero portare ad un’attesa di un paio di anni. “I tempi svizzeri, a volte, si rivelano più lunghi di quelli italiani”. spiega il rappresentante del dicastero.

L’Amministrazione finanziaria potrà iniziare ad esaminare i conti svizzeri dei contribuenti italiani a partire da quando verrà firmato il documento. Non vi sarà in ogni caso retroattività per gli accertamenti relativi agli anni precedenti al 2015, mentre l’Agenzia delle Entrate avrà facoltà di chiedere informazioni sui nostri connazionali alle autorità del paese confinante mesi prima rispetto alla ratifica.

L’accordo, in sostanza, opera una modifica del trattato tra Italia e Svizzera sulla doppia imposizione, omologandolo agli standard dell’Ocse, e prevede variazioni di interesse anche sulla tassazione riguardante Campione d’Italia e sulla Blacklist. Tra le novità più rilevanti, il fatto che lo scambio di informazioni finanziarie potrà avvenire su richiesta, con uno ventaglio di cespiti analizzabili più ampio rispetto all’accordo Ocse, che prevede, invece, uno scambio di informazioni automatico e ridotto.

L’intesa è finalizzata a dare la giusta spinta alla regolarizzazione volontaria dei capitali (la cosiddetta «voluntary disclosure»), molti dei quali risultano allocati proprio in Svizzera, dal momento che verrà concessa, contestualmente, una riduzione delle sanzioni per chi decidesse di aderire alla procedura. Resta in fase di negoziato, invece, il regime fiscale dei frontalieri, ovverosia dei residenti in Italia che lavorano nel paese elvetico, ma l’idea è quella di raggiungere, nel lungo periodo, un livello di tassazione sostanzialmente uguale fra i due Stati.

Giuseppe Ferrara
16 gennaio 2015

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