Acqua, alcolici e autostrade: ecco i primi aumenti del 2015

Acqua, alcolici e autostrade: ecco i primi aumenti del 2015

670_400_1_125760_20141215_102534-1-600x358Il 2015 è appena cominciato, ma le novità negative per gli italiani non mostrano pazienza. I primi rincari non tardano ad arrivare, con aumenti che interessano soprattutto autostrade, multe e bollette dell’acqua, ma anche birra, fondi pensione, Iva su pellet e sigarette elettroniche.
Cattive nuove anche dal mondo delle pensioni, con i tempi per ottenere il diritto all’assegno previdenziale che si allungano di altri 4 mesi.

Gli aumenti maggiori riguardano gli automobilisti, i quali devono fare i conti con un rincaro dei pedaggi autostradali, che in media dovrebbero aggirarsi sull’1,32%, sebbene le associazioni dei consumatori abbiano già espresso il proprio disaccordo con i numeri indicati dal ministero. Autostrade per l’Italia rincara dell’1,46%. Le altre quasi tutte dell’1,5%, il pedaggio del traforo del Monte Bianco del 2,59%.
Sempre in ambito automobilistico, da segnalare anche un leggero ritocco in aumento delle multe, comunque proporzionato all’inflazione.

Un lieve aumento anche per quanto riguarda i contributi previdenziali di artigiani e commercianti, mentre rincari decisamente più cospicui interessano gli autonomi e le partite Iva.
Previsti aumenti anche per chi chiede di anticipare la liquidazione in busta paga (segue gli scaglioni Irpef) sulla rivalutazione del Tfr (l’aliquota dell’imposta sostitutiva passa dall’11 al 17%) e per le accise su alcolici e super alcolici che scontenteranno gli esercenti del settore.
Introdotta inoltre una tassa di 3,33 euro per ogni flacone di ricarica da 10 ml che colpisce il già discusso settore delle sigarette elettroniche. Decisione che ha subito scatenato la reazione indignata delle associazioni di categoria: “È una persecuzione continuata e una decisione di equivalenza del tutto arbitraria: 1 ml di liquido pari a 5 sigarette”.

Le uniche notizie positive giungono dalle bollette luce e gas (che graveranno meno sulle tasche degli italiani grazie al prezzo del petrolio in discesa), dalla conferma degli ecobonus e da quella degli sconti per i neo assunti.

Giuseppe Ferrara
3 gennaio 2015

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