10 domande sui vaccini contro il Covid-19

10 domande sui vaccini contro il Covid-19

Il desiderio maggiormente condiviso dalla popolazione italiana e non solo durante questi mesi è stato quello di individuare un’arma efficace per sconfiggere il Coronavirus e porre fine alla crisi sanitaria, economica e sociale generata dalla pandemia. Quest’arma è il vaccino.

In questi mesi abbiamo assistito a un lavoro straordinario delle équipes di ricercatori mondiali, sostenuto da notevoli finanziamenti economici, da un incredibile scambio di informazioni a livello globale e da un maggior numero di  volontari testati per accelerare i tempi di sperimentazione e produzione dei vaccini e mettere a disposizione della popolazione un prodotto efficace e sicuro.

Tuttavia, la contrazione dei tempi di sperimentazione ha generato alcune perplessità e diffidenze da parte di chi teme i possibili effetti collaterali della vaccinazione da Covid -19.

La campagna vaccinale in Europa è partita lo scorso 27 dicembre, dopo l’autorizzazione dell’Organismo di controllo europeo rappresentato dall’European Medicines Agency, (Ema) e il via libera dell’Agenzia italiana del farmaco, (Aifa).

Le prime dosi vaccinali sono state somministrate a personale medico, sanitario e sociosanitario, coloro che sono in prima linea nella lotta al virus, che sono maggiormente esposti, che rischiano di più e che possono mettere a loro volta a rischio la salute di altri pazienti.

Il piano di vaccinazioni non prevede al momento alcun obbligo ed è gratuito; esso si articola in diverse fasi che andranno via via ad interessare tutta la popolazione, partendo dalle categorie più a rischio. L’obiettivo è quello di raggiungere entro quest’anno l’immunità di gregge, che secondo alcuni virologi si ottiene con la vaccinazione dell’80 % della popolazione.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso di fino anno ha detto:

“La scienza ci offre l’arma più forte, prevalendo su ignoranza e pregiudizi. Ora a tutti e ovunque, senza distinzioni, dovrà essere consentito di vaccinarsi gratuitamente: perché è giusto e perché è necessario per la sicurezza comune. Vaccinarsi è una scelta di responsabilità, un dovere”.

Proviamo ora a rispondere in maniera sintetica alle 10 domande più frequenti sul piano vaccinale avviato dal nostro Paese, concentrandoci in particolare sulle caratteristiche del primo vaccino autorizzato e somministrato in Unione Europea:

1. In quali fasi è articolato il piano vaccinale in Italia e quali sono le previsioni sui tempi?

Si procederà con gradualità, in base all’arrivo di vaccini nel nostro Paese, partendo dal personale sanitario e dagli ospiti e dal personale delle rsa, le residenze sanitarie assistenziali, che sono diventate spesso pericolosi focolai.

Toccherà poi alle persone anziane ultraottantenni.

Si passerà quindi alle persone con età tra i 60 e i 79 anni, a coloro che hanno patologie pregresse e via via a coloro che svolgono servizi essenziali, come il personale scolastico e le forze dell’ordine.

L’obiettivo è quello di raggiungere tutta la popolazione over 16 anni che desidera vaccinarsi entro l’autunno.

La tempistica dipenderà dalla velocità con cui verranno autorizzati, prodotti e distribuiti i vaccini.

Questo il report con gli aggiornamenti in tempo reale sulle vaccinazioni in Italia: Microsoft Power BI

2. Verranno vaccinati anche i bambini?

Al momento le vaccinazioni non sono raccomandate agli under 16. L’Ema ha concordato con l’azienda produttrice un piano per la sperimentazione dei vaccini ai bambini in una fase successiva.

3. Quali vaccini ha prenotato l’Italia?

L’Italia ad oggi ha prenotato oltre 200 milioni di dosi vaccinali (stime ad inizio dicembre), così ripartite: AstraZeneca 40,38 milioni; Johnson & Johnson 53,84 milioni; Sanofi 40,38 milioni; Pfizer-BioNTech 26,92 milioni; CureVac 30, Moderna 10,768 milioni.

L’acquisto delle dosi vaccinali è stato centralizzato a livello europeo, così che i vaccini, man mano che vengono approvati dall’Ema, vengono distribuiti ai diversi Paesi in base al numero di abitanti. Ad oggi in Europa l’unico vaccino che ha ottenuto il via libera è Comirnaty, prodotto da Pfizer-Biontech, che necessita di due somministrazioni ad ogni persona a distanza di circa 21 giorni l’una dall’altra e sviluppa l’immunità dopo circa 7 giorni dall’ultima somministrazione.

4. Come ci protegge il vaccino?

Il vaccino delle Pfizer si basa sulla somministrazione di un Rna messaggero che induce nelle cellule dell’ospite la sintesi di antigeni del virus Sars- Covid. Gli antigeni del virus stimolano la risposta anticorporale del vaccinato con anticorpi neutralizzanti.

Per semplificare ulteriormente: con il vaccino Comirnaty non è iniettato nell’organismo direttamente il virus, bensì particelle in grado di stimolare gli anticorpi per non contrarlo.

E’ improbabile secondo l’Aifa che il vaccino non risulti efficace sulle varianti di coronavirus esistenti, come quella segnalata in Inghilterra.

5. I vaccini sono sicuri?

Sì, perché se è vero che sono stati realizzati in tempi record non sono state saltate le varie fasi di controllo che hanno portato all’autorizzazione da parte delle autorità regolatorie: l’Ema, a livello europeo e l’Aifa in Italia. Inoltre, il profilo di sicurezza verrà continuamente monitorato anche dopo l’autorizzazione.

Il vaccino prodotto da Pfizer durante le sperimentazioni ha mostrato un’efficacia del 94% circa.

6. Quali reazioni possono provocare i vaccini?

Le reazioni più comuni provocate sono state: dolore, arrossamento, gonfiore del sito di iniezione; stanchezza; mal di testa; dolori muscolari; brividi; dolori articolari; febbre.

Si tratta delle reazioni comuni a qualsiasi tipo di vaccinazione.

In casi molto rari si sono verificate reazioni allergiche.

Le reazioni eventuali dovranno essere comunicate all’Aifa che effettua un’attività costante di monitoraggio sui vaccinati.

7. Quanto dura la protezione offerta dal vaccino?

. La protezione dovrebbe essere almeno di 9-12 mesi, anche se non è ancora possibile stabilire con certezza quanto durerà l’immunità e se occorrerà ripetere il vaccino annualmente.

Inoltre, le persone non vaccinate anche se a contatto con una persona vaccinata dovrebbero continuare ad usare le misure di precauzione.

8. Il vaccino può essere somministrato alle donne in fase di gravidanza e allattamento?

Non sono al momento disponibili dati specifici sulla sicurezza dei vaccini Covid-19 durante l’allattamento al seno e la gravidanza.

9. Il vaccino può essere somministrato a chi soffre di malattie croniche, diabete, tumori e malattie cardiovascolari?

Sono queste le persone più a rischio di effetti gravi qualora si ammalassero di Coronavirus, e dunque a loro andrà data priorità nell’invito alla vaccinazione.

10. Il vaccino può modificare il nostro DNA?

No, perché l’Rna messaggero inoculato nel paziente non entra mai nel nucleo della cellula, che è la parte che contiene il genoma, che di conseguenza non può essere alterato.

 Per approfondire:

Vaccini anti Covid-19 (salute.gov.it);

https://www.aifa.gov.it/domande-e-risposte-su-vaccino-covid-19-comirnaty

FAQ Vaccini – ISS

 

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