La primula di Boeri, simbolo del Vaccine Day, diventa famosa

La primula di Boeri, simbolo del Vaccine Day, diventa famosa
Fonte: Ministero della Salute

Metafora della rinascita del paese dopo la malattia, la primula fucsia scelta per la campagna di vaccinazione contro il Covid-19 porta la firma dell’architetto Stefano Boeri. In una recente intervista, proprio quest’ultimo ha dichiarato con decisione: «con le primule in piazza faremo meglio della Germania». Così, ancora una volta, prendiamo parte all’eterna gara con gli altri stati europei.

Fonte: Finestre sull’Arte

“L’Italia rinasce con un fiore”

Questo lo slogan del Vaccine Day, istituito nella giornata del 27 dicembre come l’inizio della battaglia alla pandemia attraverso il vaccino che, a quanto pare, funzionerà anche con la nuova variante. Si parte dagli operatori sanitari e dalle fasce più fragili come gli anziani, per poi estendere a tutti i cittadini la possibilità di sconfiggere il virus grazie all’immunità post antidoto. La campagna sarà sostenuta dagli Istituti statali – compreso il Mibact – sui siti e i social per esprimere l’impegno collettivo della cultura a favore della salute dei cittadini e della rinascita della nazione. Si legge infatti sull’account Instagram del Mibact: «Primule di diverse specie e di tutti i colori. Scolpite su marmi, stampate su pergamene, dipinte su porcellane, catalogate in antichi erbari, descritte in scrupolosi codici botanici. Nascoste tra decori minuti o protagoniste fortemente simboliche in pitture parietali e affreschi decorativi. Con una ricerca sul “fiore che annuncia la primavera” condotta e condivisa da tutti i propri istituti, il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo guidato da Dario Franceschini lancia una campagna di comunicazione a sostegno della vaccinazione anti Covid-19». La primula, simbolo di rinascita continua e rappresentazione del ciclo della natura, è il primo fiore a sbocciare dopo la stagione invernale e prepara all’arrivo della primavera. Da oggi, si spera preparerà gli italiani al ritorno alla vita di prima.

Fonte: profilo Ig Mibact

Luoghi chiusi, cultura aperta

Dopo mesi di chiusura, ancora nessuna concessione per l’apertura di musei e luoghi di cultura ma nel frattempo l’intera campagna di vaccinazione si ispira a opere della storia dell’arte italiana. Lo stesso Boeri, per l’ideazione del logo dei padiglioni, segue la scultura di Andrea Del Verrocchio, la “Dama col mazzolino” esposta al Museo Nazionale del Bargello. Ci sono poi le primule intarsiate nel “fregio di camino” di Francesco di Giorgio Martini a Palazzo Ducale di Gubbio, quelle ricamate sul bordo di un costume tradizionale della Calabria del Museo delle Civiltà di Roma, quelle dipinte sulle porcellane della Manifattura Discry del Servizio Raggi alle Galleria Nazionale di Palazzo Spinola a Genova o ancora le primule stampate su una cartolina del 1919 del Fondo Cesare Poma (Archivio di Stato di Biella), rappresentate nelle Cinquecentine della Biblioteca Universitaria di Cagliari, nei volumi sulla “Flora italiana ossia Raccolta delle piante più belle che si coltivano nei giardini d’Italia diretta e illustrata dal professor Gaetano Savi (Biblioteca Palatina di Parma) o nella corona di fiori della “Ninfa alata di Gennaro De Crescenzo nella Saletta neoclassica di Palazzo Reale a Napoli.

Fonte: Ministero della Salute

Arte e cultura, insomma, sembrano fare da padrone in questa campagna di sensibilizzazione al vaccino che molti di noi aspettano trepidanti, nonostante siano proprio due dei settori più colpiti dalla pandemia. Facciamo allora un favore a noi stessi e alla nostra identità culturale: ricordiamoci dell’arte anche quando tutto questo sarà finito.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook