Dove ci condurrà il nucleare?

di Jo Galete De Arilas

La cosa più incredibile, che più di tutto impressiona, è lo stato abulico in cui versano gli italiani di fronte ai fatti sconcertanti di una politica in calzamaglie e doppio petto alla moda del cardinale Richelieu.

Tra acquisti e svendite da parte di umani parlamentari e di sospetti se non certezze di azioni subdole, nel propinarci come sogno “Chernobyl”, si adoperano con giochetti demenziali a portare avanti un programma nucleare, e rientra tra le priorità di un governo malato ed economicamente mussoliniano che per motivi prettamente demografici corrono dietro ai francesi e tedeschi anche se quest’ultimi stanno facendo inversione a 180°.

Credo che appellarsi al buon senso delle tre “E”, economia energia ecosistema sia del tutto fuori luogo per il nostro presidente che non demorde neanche davanti alla catastrofe giapponese, adducendo che la sicurezza delle centrali di terza generazione è elevata e maggiore sarà quella della quarta generazione (l’inaffondabile Titanic), iniziando la produzione nel 2040 (21.12.2012 permettendo), secondo le previsioni che come sempre vengono disattese.

Oltre ad assorbire un’immane economia che lievitando diverrà abissale, ma che non farà diminuire di un’inezia il costo dell’energia, prosciugando le nostre tasche con balzelli che s’inventeranno per rastrellare fondi e –costruirle- queste centrali che ci uccideranno. Sì prima o poi ci uccideranno perché le radiazioni: o per solo scorie; o per catastrofi naturali; o per attentati; o per … gheddafismo, ci uccideranno.

I nuclearisti però non saranno inglobati nella tragedia perché già lontani dall’Italia e dall’Europa, ma qualcuno sarà ad ANTIGUA dove senza nucleare godrà del paradiso terrestre grazie ai risparmi messi da parte …dall’Italia.

 

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