In 20mila a Cocullo per la festa dei serpari

In 20mila a Cocullo per la festa dei serpari

coculloCome ogni inizio di maggio anche quest’anno si è rinnovata la tradizionale processione di San Domenico a Cucullo (piccolo centro di 246 abitanti della provincia de L’Aquila in Abruzzo, Diocesi di Sulmona).
Un boom di presenze… In tarda mattinata, ventimila persone hanno assistito alla processione del santo dopo la celebrazione della messa, presieduta dal Vescovo, Angelo Spina: la statua è stata portata in processione, addobbata con serpenti aggrovigliati, naturalmente innocui, come Saettoni, Cervoni, biacchi e Biscie, raccolti dai serpari nei monti attorno al paese. Il corteo è stato preceduto da ragazze in costume tradizionale che hanno portano canestri colmi di ciambellati, dolci tipici decorati con confetti, da offrire agli astanti.
Prima del rito inoltre i serpari si sono divertiti a mostrare i serpenti ai turisti che hanno potuto toccarli con le loro mani senza paura.
La radice di questa festa è da ricolegare alla figura di San Domenico di Sora,  abate italiano riformatore della vita monastica tra il X e l’XI secolo, uno dei tanti santi ausilatori della Chiesa, protettore contro il morso dei serpenti.
Anche se l’origine del rito pare risalga all’epoca pagana e precristiana, in particolare ad Angizia, una dea dei Marsi, dimorante sulle sponde del lago Fucino, incantatrice di serpenti e precettrice della segreta arte ai sacerdoti suoi seguaci.
Un tempio dedicato alla dea, cantata anche da Virgilio (Tenemus Angitiae,vitrea te Fucinus unda – Te liquidi fklevere lacus) si ergeva in bosco sacro nei pressi di luco dei Marsi.
Insomma un misto di fede, folklore e ancestrali riti propiziatori che caratterizzano la nostra penisola e la nostra tradizione culturale.

di Cristian Cavacchioli
2 maggio 2014

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