Un giorno di tregua dal maltempo, ma il ciclone lascia le sue ferite: crolla la superstrada Teramo – Mare

Un giorno di tregua dal maltempo, ma il ciclone lascia le sue ferite: crolla la superstrada Teramo – Mare

Il ponte presso lo svincolo di Bellante sulla Teramo Mare crolla sotto la poderosa ondata di acqua del ciclone venere, come a puntualizzare la precarietà di tale opera che regolarmente patisce deprecabili difficoltà.

La superstrada che unisce Teramo a Giulianova già varie volte ha subito danni derivanti dal maltempo: nel 2009 un tratto limitrofo franò, facendo aprire una inchiesta per i funzionari dell’Anas unitamente ai costruttori, nel 2011, poi,  accadde un avvenimento analogo anch’esso tra Sant’Atto e Bellante, ieri si è verificato un nuovo sprofondamento del manto stradale presso il ponte di Bellante.

Non si sono verificati incidenti solo grazie alla preventiva chiusura ordinata poche ore prima dall’Anas per l’aggravarsi repentino delle condizioni meteorologiche.

Presumibilmente difetti strutturali, l‘eccessiva  vicinanza al fiume Tordino, e materiali inadeguati sono nel mirino delle indagini per stabilire le responsabilità progettuali di questa opera che continua a soffrire di patologie recidivanti.

Per adesso la strada é ancora chiusa per i lavori di restauro, l’Anas ha garantito in un proprio comunicato che lunedì verrà riaperta al traffico.

Oltre al guaio della Teramo – Mare dobbiamo segnalare che una decina di vie di comunicazione restano ancora chiuse, Valle Castellana non è collegata ad Ascoli Piceno per via di un susseguirsi di frane sulla strada provinciale 49, ora si paventa che i disagio permanga per molto ancora. Sul lato del versante teramano del Gran Sasso i paesi di: Pietracamela, Intermesoli e Fano Adriano restano ancora isolati, raggiungibili soltanto dai mezzi di soccorso attraverso un varco creato dalle ruspe nella terra franata sull’intera carreggiata.

Per il ritorno alla regolarità ci vorranno come minimo una quarantina di giorni, con tutte le conclusioni ipotizzabili: disagi, code, impedimenti.

Sono comunque stime auspicabili, perché non è facilmente quantificabile prevedere quando la condizione delle strade risulterà vicina alla normalità dato che attualmente, successivamente agli smottamenti si affaccia un’altra insidia: la mistura di fanghiglia che ricopre le coperture stradali specialmente in prossimità di curve e passaggi angusti.

Si raccomanda pertanto la massima prudenza alla guida.

di Andrea Marasea

15 novembre 2013

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