Vincenzo Lo Zito, giustizia è fatta, o quasi …

di Loris Tarli

E’ uscito a testa alta da due processi che lo vedevano imputato, il militare dipendente di ruolo della Croce Rossa Italiana che, nel 2008 aveva denunciato macroscopiche irregolarità amministrative e contabili compiute dall’allora presidente del comitato regionale Croce Rossa Italiana Abruzzo Maria Teresa Letta, sorella di Gianni Letta.

E’ questo quello che si legge dal blog di Vincenzo Lo Zito, dopo che egli aveva denunciato la Cri Abruzzo per un presunto abuso di potere e conflitti di interesse che ruotavano intorno alla figura di Maria Teresa Letta, Presidente del Comitato Regionale CRI Abruzzo.

Sarebbe stata lei, secondo Lo Zito, a maneggiare conti correnti intestati alla Croce Rossa Italiana senza averne titolo, a firmare mandati di pagamento, determine e gare d’appalto, compito che non spettava alla signora Letta ma al Direttore Amministrativo, quindi, ha rivestito contemporaneamente i panni di Presidente e Direttore del Comitato Regionale CRI Abruzzo de L’Aquila e di responsabile amministrativo del Comitato Locale di Avezzano i quali ruoli sono assolutamente incompatibili.

 

Pare che le denunce del maresciallo CRI, comunque, siano state recepite pienamente dalla magistratura, come si evince dalle sentenze di piena e assoluta assoluzione nei suoi confronti.

Per le sopraelencate ragioni, regolarmente denunciate a suo tempo alle strutture amministrative dell’Ente CRI, il maresciallo si era visto recapitare due denunce per diffamazione, una dai revisori dei Conti della CRI e l’altra dal Commissario Straordinario CRI avv. Francesco Rocca.
Ma come è stato possibile arrivare a questa situazione così violenta e paradossale che ha visto un dipendente di ruolo militare essere “aggredito” cosi violentemente dalla amministrazione che lo avrebbe dovuto tutelare?

La risposta forse è da trovare nelle indagini che a breve si faranno sulla signora Maria Teresa Letta oppure a persone a lei vicine, è tutto da vedere cosa è successo e se ci sono stati atti illeciti da parte di qualche organo “impazzito”, che ha voluto lavorare “in proprio” con i soldi dei contribuenti. Questo argomento è arrivato fino al Senato della Repubblica, laddove il Senatore Lannutti ha chiesto spiegazioni, mediante una interrogazione, nella quale chiede quali iniziative intenda assumere il Governo per garantire il funzionamento della Croce Rossa Italiana e per tutelare la democrazia all’interno dell’Associazione, considerato che l’attuale statuto CRI aveva previsto che fossero state indette elezioni per nominare gli organi CRI entro ottobre 2010; contestualmente se il Governo intenda intraprendere iniziative per la prosecuzione del regime commissariale, perché l’ente CRI si trova in fase di commissariamento, il quale mandato del Commissario Straordinario è già scaduto il 10 ottobre 2009.

Più che di luci e ombre su questa vicenda si dovrebbe parlare di un’apocalisse che probabilmente vedrà la fine nel “duemila mai”, e se dagli anni ‘90 in Italia è iniziato il percorso giuridico della trasparenza, nella CRI pare si sia intrapreso il percorso dell’opacità. Ci spiace dover ammettere tali verità nei confronti di un Ente/Associazione che riveste una cara figura nell’immaginario collettivo nazionale.

Seguiremo con interesse lo sviluppo dei fatti.

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