Pescara – Si al parco, No al petrolio

di Patrizia Tarli

Sono dieci anni che la costa teatina cerca di realizzare il suo parco – lasciato in un limbo burocratico dal 2001, quando venne varata la legge istitutiva ( la num 93 del 2001).
Per arrivare finalmente alla sua realizzazione Associazioni ambientaliste, sindacati, amministratori, agricoltori, cittadini, cantine, operatori turistici e tutti gli altri soggetti interessati alla difesa dell’economia verde abruzzese si sono riuniti, da ottobre 2010, nella Costituente “Vogliamo il parco” – un comitato che sostiene il progetto di realizzazione della riserva naturale, in contrapposizione al progetto di sviluppo petrolifero che ha preso di mira l’Abruzzo.

Anche perché entro il 30 settembre tutti i Comuni ricompresi nella zona dovranno presentare le propria perimetrazione, altrimenti ci sarà il passaggio al commissariamento. A tal fine la Costituente sta cercando di rendere omogenee le perimetrazioni che i singoli Comuni coinvolti dovranno presentare al Ministero dell’Ambiente.

A sostenere le attività della Costituente anche la scienziata italoamericana Maria Rita D’Orsogna e il geochimico Francesco Stoppa, professore ordinario presso la facoltà di Scienze naturali dell’Università D’Annunzio, per i quali – loro parole – “pochi giorni fa il Ministero dell’Ambiente ha bocciato il pozzo Elsa 2 nella costa vastese, ma vige ancora il pericolo per le piattaforme Euroceltic previste sulle coste di Pescara e Francavilla, per le quali sono già state autorizzate le procedure di ispezione”.

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