Terremoto, la Commissione Grandi Rischi sotto processo

di Loris Tarli

L’AQUILA. In sette rinviati a giudizio, al 20 settembre stabilita la data di apertura del processo.
Sono accusati di omicidio colposo plurimo e lesioni
Velata soddisfazione per i familiari delle vittime del sisma aquilano. Si comincia a mettere in evidenza tutte le errate comunicazioni poste in campo da coloro che avrebbero dovuto proteggere la popolazione, perché sicuramente qualche avvisaglia la avevano avuta.

È chiaro come tra le vittime di probabili costruzioni malfatte ci stiano anche molte persone rassicurate a viva voce dalla Commissione Grandi rischi della Protezione Civile come anche gli studenti universitari ospiti della Casa dello Studente nonostante le ripetute scosse ormai quotidiane, rassicurazioni chiare che sono pervenute da parte degli esperti che, sostenevano che fosse impossibile prevedere un terremoto ma che dichiaravano che non sarebbe masi arrivata una scossa distruttiva.

Gli indagati avrebbero «violato delle regole di tipo cautelare che trovano origine in una legge che disciplina le funzioni della stessa Commissione», così come recita il capo d’accusa.

Il 20 settembre prossimo, quindi, si aprirà il processo contro: Franco Barberi, presidente vicario della Commissione Grandi Rischi, Bernardo De Bernardinis, già vice capo del settore tecnico del dipartimento di Protezione Civile, Enzo Boschi presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Giulio Selvaggi direttore del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto Case, Claudio Eva ordinario di fisica all’Università degli Studi di Genova e Mauro Dolce direttore dell’ufficio rischio sismico di Protezione civile.

Cinque giorni prima del grande sisma, il 31 marzo del 2009, i succitati hanno riunito la Commissione a L’Aquila sebbene tale città da mesi fosse interessata da quotidiani movimenti tellurici.

Secondo il parere del pm della Procura della Repubblica dell’Aquila gli imputati si sono resi colpevoli di aver inviato alla popolazione messaggi rassicuranti in modo che molte persone non si sono nemmeno preoccupate minimamente.

Ecco come questa Commissione Grandi Rischi ha potuto ingannare la popolazione, semplicemente preparando «una valutazione del rischio sismico approssimativa, generica e inefficace in relazione alla attività della commissione e ai doveri di prevenzione e previsione del rischio sismico», fornendo, come recita il capo di imputazione, «informazioni imprecise, incomplete e contraddittorie sulla pericolosità dell’attività sismica vanificando le attività di tutela della popolazione».

Errori di leggerezza, fatalità o buona fede?
Temiamo di sapere la risposta… comunque seguiremo con interesse questo processo.

 

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