Neonati morti all’ospedale di Pescara: indagano i Carabinieri del Nas

di Andrea Marasea

Scarsa prevenzione o fatalità epidemiologica?
I Carabinieri del Nas stano indagando sulla morte di tre neonati  avvenuta a seguito di un’infezione causata dal batterio ”Serratia Marcescens” nel reparto di Neonatologia dell’Ospedale di Pescara. I tre neonati, già gravemente ammalati, hanno contratto l’infezione il venerdì prima di Pasqua, sono poi deceduti nel giro di qualche settimana.
Per meglio far comprendere ai lettori di cosa si tratta  diremo che: il Serratia marcescens è un batterio Gram negativo appartenente alla famiglia degli enterobatteri. Il nome di specie marcescens, è dovuto al fatto che il batterio, dopo aver prodotto un pigmento rosso intenso (la prodigiosina), si decompone velocemente in una massa fluida mucillaginosa.

Tale agente eziologico è uno dei maggiori responsabili di infezioni ospedaliere, in particolare di infezioni alle vie urinarie e di infezioni cutanee.

 

Il batterio in questione, che nella fattispecie è un bacillo avendo forma a bastoncello,  si sviluppa a temperature tra i 5 e i 40 °C in ambienti con pH tra 5 e 9. La sua onnipresenza, e la preferenza per le zone umide fa sì che il Serratia Marcescens si sviluppi principalmente nei bagni o nelle docce , in special modo nelle fughe tra le mattonelle, dove le colonie sono riconoscibili tramite una colorazione rossastra. L’eliminazione di tali colonie può essere effettuata tramite disinfettanti a base di candeggina, anche se la completa rimozione è spesso difficile.

È un batterio insidioso che può causare congiuntiviti, cheratiti (infiammazioni alla cornea), oftalmie (infiammazioni dell’occhio) e infezioni al dotto lacrimale. È comune nell’apparato respiratorio e urinario negli adulti, mentre nei bambini attacca principalmente il sistema gastrointestinale. Purtroppo molti ceppi di di questo batterio sono resistenti a diversi antibiotici a causa della presenza di un tipo di plasmide che trasporta uno o più geni che codificano la resistenza agli antibiotici.

Il responsabile del reparto di Neonatologia dell’Ospedale di Pescara prof. Carmine D’Incecco, ha comunicato di aver prontamente attivato tutti i controlli preventivi e praticate le peculiari terapie antibiotiche.

La Direzione Asl di Pescara ha avviato controlli e tamponi sui medici e tutto il  personale per trovare le origini dell’infezione controllando se le procedure di prevenzione e profilassi siano state rispettate. Secondo la testimonianza di un genitore,apparsa sul quotidiano Il Centro: ”Nel reparto c’era una scarsa igiene e i dottori toccavano i neonati senza lavarsi le mani, nelle stanze dei bimbi c’erano operai che lavoravano per cambiare i filtri dell’aria.”

Il pericolo del contagio si è manifestato venerdì 22 aprile scorso. La Asl dopo aver scoperto il batterio nel sangue di un bimbo, ha attivato il protocollo d’emergenza per i contagi: il bambino è stato trattato con quattro cure antibiotiche e si è salvato, mentre gli quattro bimbi contagiati un poco più debilitati non sono sopravvissuti.

Ora l’ultima parola spetta al Nucleo dei Carabinieri che tenterà di portare alla luce le origini di tale infezione e le relative responsabilità, stante le probabili querele che proverranno dai genitori dei bimbi deceduti.

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