FIAMME GIALLE ALLA “RISCOSSA”: SCOVATI 72 LAVORATORI IN NERO E 2 EVASORI FISCALI TOTALI

di Roberto Mattei

200 uomini della Guardia di Finanza impiegati, 348 lavoratori intervistati, 100 dipendenti irregolari, 2 soggetti completamente sconosciuti al fisco, sono questi i numeri dell’operazione “Illegal Work” condotta dalla Guardia di Finanza abruzzese contro le illegalità nel mondo del lavoro.

Un duro colpo è stato inferto dal Comando Regionale Abruzzo della Guardia di Finanza alle illegalità diffuse nel mondo del lavoro. Nel corso dell’operazione “Illegal Work”, condotta in tutto il territorio abruzzese, gli uomini delle Fiamme Gialle hanno scoperto oltre un centinaio di irregolarità.

Per l’occasione sono stati messi in campo oltre 200 militari e intervistati 348 lavoratori operanti in “settori chiave”, cioè quelle attività lavorative in cui le violazioni alle specifiche normative sul lavoro si ripetono con una certa frequenza, come attestato anche da precedenti azioni investigative.

I risultati dell’operazione non sono stati affatto sorprendenti e rispecchiano in gran parte la tendenza di tutto il centro-sud Italia, dove la crisi occupazionale in questi ultimi anni ha fatto registrare numeri da capogiro e in cui, pur di lavorare, uomini di ogni età e nazionalità devono spesso scendere a patti con datori di lavoro senza scrupoli. Non c’è da meravigliarsi pertanto se la città di Teramo si è posizionata sul gradino più alto di questo triste podio, con circa il 41% di posizioni irregolari rilevate, seguita da L’Aquila con il 33%.

A sud della regione, in un ristorante della costa teatina, i militari hanno individuato un lavoratore albanese assunto in nero e privo di permesso di soggiorno che, alla vista degli uomini delle Fiamme Gialle e indotto dai titolari dell’attività cercava di darsela a gambe. L’uomo è stato però fermato e segnalato all’autorità giudiziaria, mentre i titolari dell’attività sono stati denunciati per favoreggiamento all’immigrazione clandestina.

Il copione si è ripetuto a Vasto (CH), con 4 dipendenti di un panificio interessati da lavoro sommerso e nella Val Vibrata (TE), con 9 italiani impiegati irregolarmente all’interno di una falegnameria e 16 lavoratori illegali, tutti di etnia cinese, scoperti in un’azienda di confezioni.

Nell’aquilano scovati lavoratori irregolari di varie nazionalità, tra cui rumeni, macedoni e argentini, operanti per lo più in aziende del settore edile.

Al termine dell’attività ispettiva, tirate le somme, sono stati “stanati” 100 lavoratori irregolari di cui 72 in nero.

Durante l’operazione sono stati inoltre scoperti due soggetti completamente sconosciuti al fisco, tra cui una maga di Nereto (TE) e un concessionario di auto di Giulianova (TE).

Gran parte dei controlli ha interessato esercizi commerciali.

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