Caso Straccia: il mistero della barba lunga riporta in primo piano l’ipotesi del rapimento

Forse vicine ad una svolta le indagini sulla morte di Roberto Straccia, il giovane studente universitario di Fermo, scomparso lo scorso 14 dicembre da Pescara mentre stava facendo jogging.
Il corpo del giovane venne ritrovato 24 giorni dopo, il 7 gennaio, sugli scogli contro il lungomare Tenente Massaro di Palese, alla periferia nord di Bari – probabilmente trasportato fino lì dalle correnti.

I genitori, ancora determinati nel cercare la verità sulla morte di Roberto, continuano a lanciare appelli affinché chi abbia visto o sappia qualcosa parli.
Intanto, da un’intervista rilasciata al Resto del Carlino dalla madre di Roberto, Rita Straccia, riemerge la possibile ipotesi del rapimento. La donna avrebbe dichiarato di ricordare che il figlio si era sbarbato il giorno prima di lasciare la casa di Fermo per tornare nell’appartamento di Pescara. “Sono certa” — ha detto la mamma di Roberto — “che il lunedì in cui è partito per Pescara non aveva la barba. Credo si fosse rasato il giorno prima. Quando invece l’ho rivisto morto, aveva la barba lunga, come se fosse almeno una decina di giorni che non la tagliava”. La conferma proviene anche dalle parole dello studente con cui Roberto condivideva l’appartamento, Angelo De Gruttola, secondo il quale il mercoledì in cui il giovane scomparve “Aveva una barba di due o tre giorni al massimo”. Ciò fa pensare che Roberto è morto diversi giorni dopo la sua scomparsa e, se confermato, potrebbe avvalorare la tesi del sequestro a scopo estorsivo.
Anche il medico legale ha confermato il dubbio di Rita Straccia – secondo Antonino Nastasi, infatti, “Dopo la morte  la barba continua a crescere, ma molto poco. Da quello che invece risulta nel caso di questo ragazzo, ci sarebbe stato un allungamento copioso e questo non è possibile, a prescindere dalle condizioni climatiche in cui è stato conservato il corpo”.

Patrizia Tarli

4 marzo 2012

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