Teramo: città universitaria inesistente

Protesta dell’unione degli universitari nei confronti dell’amministrazione comunale
La battaglia solitaria dell’U.d.U., però non vede alleati nemmeno la maggioranza degli studenti frequentanti, troppo presi tra: arrivismo doppiogiochismo e ignoranza malcelata nelle frequentazioni di feste e appuntamenti mondani gravitanti intorno all’ateneo teramano.

La prima svolta verso una “Teramo universitaria” sarebbe l’implementazione di servizi di trasporto adeguati: ma l’amministrazione comunale ha ben pensato di eliminare le corse dalle ore 15.00 alle ore 17.00, orario di punta per gli afflussi e deflussi dalle sedi di Coste Sant’Agostino,  per adeguarsi,  hanno dichiarato, alla Legge Regionale per la riduzione del 10% del chilometraggio dei trasporti pubblici.
Furono chiesti ed ottenuti ben tre incontri con l’Assessore delegato ai trasporti, Giorgio Di Giovangiacomo, con il quale  nell’ultimo incontro di novembre l’Unione degli Universitari è riuscita ad organizzare un tavolo di concertazione tra Comune di Teramo, Baltour e l’Azienda per il Diritto agli Studi Universitari.
Sono state richieste pensiline da allocare nelle fermate della mensa universitaria e nella fermata della Linea 7 di fronte l’università;
è stata proposta una fermata in Via Po per le corse interregionali della Baltour per agevolare numerosi studenti provenienti da altre regioni iscritti alla Facoltà di Veterinaria;
è stato richiesto il ripristino operativo della Linea 7, soppressa malgrado sia l’unica linea a coprire l’interoCampus;
sono state richieste le attivazioni di alcune linee notturne per il collegamento tra il centro della città e il quartiere di Colleparco;
è stata richiesta l’attivazione di una biglietteria automatica nella sede di Colleparco;
infine, una zona a libero diporto tra le sedi di Colleparco e la mensa universitaria.
Basti pensare infatti che per potersi muovere all’interno del Campus di Coste Sant’Agostino,
di cui fanno parte entrambi i plessi, si è costretti a prendere un autobus pagando il biglietto per una sola fermata.
Tutte le proposte sono state puntualmente lasciate cadere nel dimenticatoio, fatta eccezione per le pensiline, non propriamente infrastrutture accademiche.
L’Unione degli Universitari di Teramo continuerà a rappresentare la componente degli studenti che nel diuturno lavoro desiderano anche una Università sostenibile, per il futuro della cultura contro ogni creazione di casta accademica o di preclusione di quel  diritto allo studio sancito dalla Costituzione Italiana all’articolo 34.

Andrea Marasea

6 febbraio 2012

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