L’Aquila, processo alla Commissione Grandi Rischi: acquisita agli atti la telefonata-shock tra Bertolaso e la Stati

Colpo di scena nel processo alla Commissione Grandi Rischi – acquisita agli atti l’intercettazione della telefonata avvenuta tra l’allora capo della protezione civile, Guido Bertolaso e l’assessore, Daniela  Stati, nel mese di marzo del 2009, pochi giorni prima della forte scossa del 6 aprile.

Nella telefonata, acquisita agli atti su richiesta dell’Avvocato aquilano Antonio Valentini, il quale ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica affinché Bertolaso venga accusato di omicidio colposo in cooperazione con i sette componenti della commissione Grandi Rischi già imputati, l’ex capo della Protezione Civile spiega che la riunione della commissione è stata convocata all’Aquila il 31 marzo per una sorta di “operazione mediatica”, finalizzata soprattutto a tranquillizzare la popolazione in apprensione dopo mesi di sciame sismico.

Bertolaso, che dovrà presentarsi davanti ai giudici il prossimo 8 febbraio per testimoniare, nella trasmissione Man- Ma anche no condotta dal giornalista Antonello Piroso, andata in onda nel pomeriggio di oggi, ha dichiarato “Vogliono accusarmi di omicidio, cercano un capro espiatorio? Non ho paura”.
In relazione alla telefonata- shock ha detto: “Questa intercettazione fa parte di quelle che sono state registrate sul mio telefono cellulare nel contesto dell’altra drammatica vicenda che mi riguarda, quella dei presunti illeciti per i lavori del G8 della Maddalena.  Alcune persone sono state arrestate per quello che mi riguarda, come noto, mi è arrivato un avviso di garanzia e sono stato rinviato a giudizio”.
“In questa telefonata esordisco dicendo: ‘Bisogna zittire degli imbecilli”, ovvero – spiega Bertolaso “varie persone, che dicevano che ci sarebbe stato un terremoto a Sulmona, a Chieti, all’Aquila, a Pescara, ci sarà in Abruzzo. E continuavano a dirlo da mesi. E c’era lo sciame sismico. Ma i terremoti non li può prevedere nessuno, come ho detto al telefono all’assessore Stati, che non è una mia dipendente……….Perché non pubblicano le telefonate degli scienziati, quando mi chiamavano nei mesi dello sciame sismico, e mi dicevano ‘Guido stai tranquillo perché più ci sono piccole scosse, più si libera energia,  e meno alto è il rischio del terremoto?. Questo mi dicevano gli scienziati. Io non l’ho mai detto in prima persona, io non sono laureato in sismologia. Ho uno staff e una commissione nazionale che era quella mi dava le indicazioni nei vari settori”.
Insomma –prosegue l’ex capo della protezione civile – “che gli sciami sismici rilascino energie e il rischio di terremoti sia meno alto lo dico da dieci anni, perché questo mi hanno detto gli scienziati, e mai nessuno in dieci anni mi ha scritto, telefonato, o in qualche università, me lo ha smentito dicendo ‘Ma cosa stai dicendo?’. Sempre tutti hanno aderito a quelle che erano le informazioni che io davo sulla base di quelle che erano  le risultanze della scienza e che la scienza dava a me. Quindi l’operazione mediatica consisteva nel dire agli aquilani ‘Guardate, il terremoto ci può essere’, però più ci sono scosse piccole e più invece il rischio di terremoto forte diminuisce’. Quindi informare, cercare di tranquillizzare rispetto ai continui allarmi che da mesi venivano diffusi da alcuni personaggi”.
E ancora: “Cosa avremmo dovuto fare? Evacuare tutto l’Abruzzo per tre quattro, mesi? Non avevamo certo la possibilità di capire che dopo qualche giorno sarebbe successo ciò che è accaduto. Chi può, anche la persona che più mi odia in Italia, immaginare che io, pur temendo una forte scossa di terremoto, non avrei fatto tutto ciò che era in mio potere per salvare 308 persone? Dopodiché se qualcuno vuole cercare il capro espiatorio, come nel caso della nave e placare la propria coscienza per quei morti…”.
Infine, tornando al terremoto, conclude “Non è il sisma che uccide la gente, è chi costruisce le case male che uccide la gente…”.

Patrizia Tarli

22 gennaio 2012

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