Fontanelle: “tanto è stato fatto, ma tanto ancora resta da fare”

Richiesto dall’Associazione “ Codici” l’avvio immediato di altri sei sfratti

PESCARA. «I problemi si sono risolti al 50% ma bisogna continuare ad insistere»:
 così dichiarano alla stampa Domenico Pettinari, rappresentante dell’associazione “Codici”  insieme ai responsabili dell’associazione”Insieme per Fontanelle” lanciando un nuovo segnale di allarme all’amministrazione comunale.
E’ stata preparata dalle Associazioni anzidette insieme a cittadini residenti testimoni quotidiani dei misfatti, una vera e propria mappa da inviare al Comune di Pescara per denunciare le situazioni maggiormente urgenti.

Si tratta di appartamenti popolari occupati oltremodo da abusivi aventi un alto tasso vita delinquenziale.
I rappresentanti dell’Associazione Codici hanno dichiarato pubblicamente che: ”Si spaccia in quelle abitazioni, si delinque e bisogna intervenire subito. Chiediamo che l’amministrazione comunale, l’Ater e le forze dell’ordine intervengano in maniera mirata. Questo ce lo chiede la gente”.
Anche se da 40 giorni si respira una calma apparente l’associazione dichiara:
“A noi continuano ad arrivare decine di segnalazioni. La gente è stufa, ci hanno raccontato che in alcuni palazzi gli inquilini non si possano nemmeno affacciare dai balconi perché si viene minacciati dal delinquente di turno. Se con la prima ondata di sfratti si sono colpiti gli abusivi con un grado di pericolosità inesistente o medio basso, adesso bisogna colpire i soggetti più pericolosi che tengono sotto scacco la zona”.
Ma la procedura per rendere operativi gli sfratti della case ritenute pericolose non è semplice:
1°denuncia del Comune 2° la procura firma il decreto di sequestro3° intervento coattivo:
è chiaro che le tempistiche burocratiche non sono delle più celeri, possono passare anni e intanto le cose possono peggiorare.
In seguito intervengono costi aggiuntivi: in media 5 mila euro in quanto l’Ater dopo il sequestro provvede alla messa a norma dei locali prima di assegnare l’abitazione ad un nuovo affittuario.
Siccome, però, i gentiluomini prima di essere sfrattati coattivamente demoliscono letteralmente l’appartamento non bastano 10 15 mila euro di spese per appartamento liberato.
I cittadini di Fontanelle, per mezzo dell’Associazione “Codici” chiedono pertanto al Comune di Pescara:
”che continui il pattugliamento notturno fisso di polizia e carabinieri che nelle scorse settimane c’era, ora meno. Chiediamo l’installazione di telecamere di sorveglianza, almeno 10, in tutto il quartiere. Chiediamo il trasferimento immediato dei 100 mila euro della Regione all’Ater per partire con gli sfratti”.
Si pensa ad una proposta di legge regionale per rendere più severe le procedure di assegnazione degli appartamenti popolari ai pregiudicati con una vera e propria decadenza del diritto all’alloggio nel caso in cui qualsiasi componente della famiglia assegnataria commettesse reati.
Allo stato attuale l’appartamento viene confiscato solo se viene arrestato il capo famiglia.
Sabato 4 febbraio alle ore 18.30 tutti i cittadini sono invitati all’assemblea per discutere queste problematiche presso la sede dell’ufficio di Fontanelle.

Andrea Marasea

19 gennaio 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook