Ospedale Civile di Pescara, filtri acqua sospetti in esame molti rubinetti di approvvigionamento idrico

150 filtri sostituiti, la cui certificazione di qualità si presume illegittima, sono a disposizione della Procura della Repubblica la quale dovrà verificare la loro messa a norma: si teme l’ennesima truffa ai danni dei contribuenti

PESCARA. Tra venerdì 15 e sabato 16 aprile, sono stati controllati tutti i rubinetti di erogazione acqua ai quali era stato applicato il sigillo d’ispezione. Tutti i rubinetti in esame sono stati messi sotto sequestro preventivo istituzionale secondo a norma dell’articolo 321 del C.P.

Il titolare dell’inchiesta, il pm Silvia Santoro, ha esteso l’ordine di sequestro in tutta Italia fissando l’attenzione nelle zone rifornite dalla ditta pugliese vincitrice dell’appalto alla Asl di Pescara. I reati ravvisabili sarebbero: frode di pubbliche forniture e falso in atti di ufficio. Sono stati inviati avvisi di garanzia a tre dirigenti delle organizzazioni interessate.

L’inchiesta partita da Pescara riguarda molti ospedali d’Italia per verificare il sospetto di una truffa ai danni dei contribuenti con oggetto un bene pubblico

 

– Il rimpiazzo dei filtri di dubbia legalità è stato compiuto in 12 ore – dichiara Claudio D’Amario, funzionario Asl di Pescara – ora questi dispositivi sono conservati in un contenitore sigillato dalla Guardia Di Finanza in attesa delle ulteriori indagini. C’è stata massima collaborazione con la Procura, abbiamo contattato un’altra ditta accreditata ed ora è tutto a norma di legge-.

Gli inquirenti stanno valutando attentamente la discordanza tra i dati enunciati derivanti dall’acqua filtrata e quelli delle risultanze delle analisi. Sono presidi di particolare importanza in quanto, tali apparecchiature presenti sugli ingressi dell’acqua di reparti importanti, come   rianimazione e UTIC devono assicurare l’assoluta asepsi dell’acqua erogata al fine di evitare il diffondersi di infezioni che potrebbero essere fatali per i pazienti già immunodepressi per le terapie intensive a cui sono sottoposti.

– L’appalto per la erogazione era stato prorogato in quanto scaduto– prosegue il funzionario D’Amario – mentre si preparava la nuova documentazione ci si è accorti di qualche anomalia e l’amministrazione ha segnalato tutto alla Procura. I pazienti, comunque,  non hanno corso nessun rischio di infezione, perché la Asl esegue un monitoraggio continuo per prevenire contagi di vario genere. Di fatto, la situazione è sempre stata sotto controllo-.

Si confida nella buona fede dell’Amministrazione ASL Pescara aspettando l’esito delle indagini e la conseguente sentenza del Magistrato inquirente.

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