Richiesta di scarcerazione per il capitano Orlando

L’avvocato difensore annuncia: “posizione chiarita”

Da otto giorni il capitano dei carabinieri Vincenzo Orlando è stato posto agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione, ma a quanto dichiarato dall’avvocato Di Santo difensore dell’ufficiale sono stati smontati punto per punto tutti i presunti illeciti ravvisati.
All’interrogatorio davanti al gip Roberto Veneziano e al pm Luca Venturi il militare ha risposto in maniera tranquilla e collaborante spiegando la sua totale estraneità ai reati contestatigli. L’avvocato Di Santo presenterà istanza di revoca della misura cautelare, entro cinque giorni verrà emessa la decisione del giudice.

L’attenzione delle domande poste dagli inquirenti si sono incentrate sulle telefonate intercorse tra il capitano Orlando e Antonio Malerba, ex assessore di Termoli, per una questione privata della famiglia Malerba.
Secondo i giudici molisani il capitano dei carabinieri avrebbe intrapreso delle indagini illecite nei confronti della figlia dell’ingegner Malerba, che voleva andare a convivere con un ragazzo a Tocco da Casauria, contro il desiderio di casa.
Al capitano gli sarebbe stato facilitato il trasferimento a Larino, ubicazione più comoda per il punto di residenza dell’ufficiale, la Procura parla di un patto corruttivo che si sarebbe dovuto perfezionare per mezzo dell’intercessione dell’ex procuratore della Corte dei Conti di Campobasso Giuseppe Grasso, amico personale di Malerba.
Ma l’incontro con Giuseppe Grasso non sarebbe mai avvenuto per questioni  varie, dapprima rimandato e poi disdettato.
Il capitano Vincenzo Orlando ha precisato fermamente di non aver mai fatto istanza di trasferimento, precisando che la proposta sarebbe stata avanzata da Antonio Malerba.
“L’abuso dunque non esiste”, ha precisato alla stampa l’avvocato Di Santo, il capitano della compagnia di Atessa “non si sarebbe comunque potuto trasferire perché si trova a Vasto in servizio da un anno e mezzo e la disciplina militare impedisce trasferimenti dopo un lasso di tempo tanto breve”.
Ora spetta al gip la decisione per la scarcerazione del militare o per la conferma del provvedimento cautelare.

di Loris Tarli

22 dicembre 2011

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