Pescara: ennesimo blocco dei lavori di dragaggio del porto

di Andrea Marasea

Un altro periodo di incertezze e disagi per la marineria pescarese

I lavori della ditta Gregolin Lavori Marittimi sono stati interrotti dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri del Noe.
Tutto ciò ha il sapore del paradosso, da troppo tempo si aspettava questo intervento troppe volte interrotto per questioni burocratico- amministrative e politiche.
Pare, infatti, che si sono verificati problemi per il materiale asportato che pare contenga sostanze velenose come pesticidi.
Guerino Testa, Commissario Straordinario per il dragaggio del porto si dichiara incredulo a questo ennesimo stop dei lavori.
Il Ministero dell’Ambiente aveva già a suo tempo autorizzato i lavori per il dragaggio dello scalo ordinando anche un monitoraggio costante delle attività in itinere.

Ora la preoccupazione sta nel fatto che la draga Gino Cucco sia stata posta sotto sequestro preventivo dalla Procura Distrettuale Antimafia dell’Aquila con provvedimento firmato dal gip del Tribunale dell’Aquila, Marco Billi,.
Il Procuratore Capo Alfredo Rossini ha dichiarato: “L’intervento  è il frutto di complesse attività di indagini peritali disposte dall’autorità giudiziaria finalizzate a impedire l’immersione di sedimenti portuali contaminati da Ddt, cioè pesticidi pericolosi. Il nostro intervento è servito ad evitare un danno all’ecosistema marino ed è finalizzato, altresì, ad impedire che venga consumato il reato di traffico illecito di rifiuti”pare quindi che si tratti di traffico di rifiuti tossici.
Lo scorso aprile il nucleo ambientale dei carabinieri aveva posto sotto sequestro i fanghi del dragaggio del porto di Pescara fatti sotterrare illegalmente, secondo i carabinieri, in una apertura da 400 metri cubi in un impianto di Moscufo. Episodi su cui viene da riflettere, coincidenze o connessioni?
È chiaro che questo ulteriore stop dei lavori creerà non pochi problemi alla marineria pescarese.
Però il direttore dell’Agenzia Regionale Tutela Ambientale (ARTA) Mario Amicone  dichiara candidamente: “Dai dati in nostro possesso e da quelli prodotti dall’Ispra non è mai emerso nulla di anomalo. Le nostre analisi e quelle dell’Ispra, che è il consulente tecnico del Ministero, certificarono a suo tempo la presenza di inquinanti, ma entro i limiti di legge. Per questo arrivò l’autorizzazione da Roma al dragaggio, con lo sversamento in fame dei fanghi, invece che in discarica. Escludo che ci possano essere stati errori nelle analisi dei fanghi del fiume Pescara. I nostri dati e quello dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale sono stati univoci. Come Arta non abbiamo mai rilevato la presenza di tracce di pesticidi nei fanghi. La notizia del sequestro della draga l’ho appresa da voi.”
Il commissario straordinario per il dragaggio Guerino Testa dichiara: “Mi auguro che l’inchiesta concluda nel più breve tempo possibile, considerata la situazione in cui versa lo scalo per il progressivo accumulo dei materiali e tenuto conto che la marineria e gli operatori commerciali pagano quotidianamente lo scotto di questo stato di cose. Le analisi effettuate dai carabinieri del Noe su campioni di materiale della darsena del porto hanno prodotto risultati differenti rispetto alle analisi dell’Arta. Per l’Agenzia regionale di tutela ambientale il materiale poteva essere versato a mare mentre per i militari dell’Arma quel materiale contiene pesticidi. Auspico che nelle prossime ore vengano predisposte nuove analisi per fare luce su questo punto e per capire in che modo si potrà andare avanti con il dragaggio, eventualmente pensando allo stoccaggio del materiale in un sito idoneo”
Con l’accusa di traffico illecito di materiale inquinante sono stati iscritti nel registro degli indagati Carlo Visca, il direttore dei lavori e direttore del settore ecologico della Regione Abruzzo, Emanuele Ucci, responsabile unico del procedimento, e Francesco Gregolin, legale agente della ditta Gregolin Lavori Marittimi Srl di Venezia..
Le procedure per l’assegnazione dell’appalto furono seguite a suo tempo dal commissario delegato dal governo, Guerino Testa, Presidente della Provincia di Pescara.
Si apprende dall’Ansa, altresì, che il materiale preso in esame avrebbe superato le analisi dell’Agenzia regionale per la tutela ambientale (Arta) e dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale).
Alla base delle indagini, quindi, vengono poste a confronto perizie contrastanti tra la procura distrettuale dell’Aquila e gli Istituti governativi preposti al controllo della qualità dei fanghi che a suo tempo emisero il nulla osta al dragaggio.

13 dicembre 2011

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook