Pietro Catalini: la scultura del legno, l’arte di estrapolare l’anima della natura

_Pietro Catalini nasce a Teramo il 4 novembre del 1986.

Trascorre l’infanzia nel comune di Montorio al Vomano(in cui risiede tutt’ora) dove, tra le altre passioni, scopre e coltiva quelle per la montagna e la letteratura, che anni dopo lo aiuteranno ad avvicinarsi alla scultura. 

Dopo il percorso scolastico canonico, si iscrive all’università di Lettere e Filosofia dell’Aquila, indirizzo di Lingue e Culture Moderne, ambiente in cui ha occasione anche di approfondire alcuni aspetti dell’estetica artistica e ampliare le sue basi culturali.

 

L’attaccamento alla sua terra e ad alcune tradizioni sono due degli spunti  che, uniti alle precedenti esperienze, lo portano ad avvicinarsi da autodidatta alla scultura su legno, attività che coltiva come passione dal 2009.

Nel 2011 espone per la prima volta i suoi lavori in occasione dell’evento in tre giorni organizzato a Zampitti Salara dall’Associazione Culturale Art&Bacco ricevendo molti consensi dai visitatori della Fiera.

La Redazione 2duerighe Abruzzo, sensibile allo scaturire di nuovi talenti, vuole dare spazio anche all’arte dell’intaglio del legno, per questo ha chiesto alla nostra giovane promessa alcune delucidazioni circa le peculiarità di tale passione artistica:

L’arte di intagliare il legno è antichissima,  presente in ogni antica civiltà,

la sottrazione di materia superflua comincia con la prima sbozzatura per definirsi nella finitura dei dettagli; tale metodica definita intaglio non offre alcuna possibilità di ripensamento.
Le essenze usate in scultura sono per lo più legni di qualità mediocre come l’acacia, la spina di Cristo, il tamerisco.
Talune volte si lavorava su legni migliori come il cedro, il pino, il cipresso, importati principalmente dai paesi dell’area del Mediterraneo.
 Già dal medioevo i legni più usati sono stati quelli a durezza media, resistenti alla tarlatura , poco sensibili a picchi di temperatura e umidità tipo il noce e il cipresso usati in Europa meridionale,
 la quercia, il tiglio e il pero sfruttati in Europa settentrionale,
ma anche legni teneri ma resistenti alla tarlatura in quanto resinosi, come il pino cembro, il pino del Cadore e il larice.
Sul modello dell’arte primitiva il blocco di legno viene intagliato con un rudimentale coltello, oggigiorno viene plasmato con differenti altri strumenti ad esempio: asce, scalpelli, trapani, lesine e il cote.
La superficie viene rifinita con abrasivi naturali come pietra pomice e tela smeriglio.
Il lavoro nasce da un unico blocco di legno oppure scaturisce da più pezzi lavorati uno per uno con il calcolo preciso per gli incastri.
Solitamente la scultura di legno viene lasciata a vista e lucidata quasi a rifacimento delle sculture in bronzo.
Recentemente si è affinata la tecnica di scultura su legno grezzo, usando in modo espressivo nodi, venature, tonalità diverse dell’essenza del legno come qualità intrinseche per esaltare l’espressività della materia.

Si ringrazia Pietro Catalini per i chiarimenti che ha voluto fornire ai lettori di 2duerighe appassionati di scultura in legno, rimandando gli stessi alla visione del filmato con l’intervista in esclusiva.

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di Andrea Marasea

11 dicembre 2011

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