Terremoto L’Aquila: il tanto atteso piano Protezione Civile finalmente disponibile online

di Andrea Marasea

L’assessore Riga precisa: “Presto delle brochure esplicative”; il sindaco Cialente: “Piano c’è e diffuso”

A 30 mesi dal terremoto,  la  Protezione civile del Comune dell’Aquila ha ultimato la razionalizzazione dell’aggiornamento del Piano di Protezione civile, approvato da poco dal Consiglio comunale.

La delibera, del 26 settembre 2011, menziona anche  la presenza sul sito istituzionale dell’amministrazione di una nuova icona, a pochi minuti di distanza dalla scossa sismica di magnitudo 3.3 registrata ieri sera a L’Aquila..

Sono a disposizione, quindi, sul sito internet del Comune dell’Aquila il piano di protezione civile unitamente alla dislocazione delle aree per l’emergenza,.

L’assessore Roberto Riga dichiara: “tutte le informazioni necessarie alla popolazione in caso di emergenza sono disponibili sul sito internet www.comune.laquila.it. Dalla pagina iniziale, sia attraverso l’apposita sezione riportata all’interno dell’area Amministrazione, sia attraverso un banner posto a destra della stessa home page, è possibile accedere alla delibera del Consiglio, alla scheda delle funzioni che verranno attivate in caso di emergenza e alla dislocazione delle varie aree. In particolare, sono riportate, in dettaglio, le 70 aree di attesa (quelle che la popolazione deve raggiungere in caso sia necessario lasciare le proprie abitazioni), le 16 aree di accoglienza (destinate a ospitare tendopoli o comunque strutture temporanee per chi non può far ritorno a casa propria) e quelle di ammassamento, che utilizzeranno i soccorritori e dove saranno sistemate le risorse necessarie per assicurare l’assistenza alla persone”.

Continuando l’assessore annuncia:“Il Piano che contempla delle situazioni specifiche per ogni genere di emergenza (rischio sismico, rischio idrogeologico, incendi e così via), era stato allineato alle normative in materia. Per assicurare la massima diffusione possibile dei contenuti essenziali del Piano, a breve saranno stampate 30 mila copie di una brochure contenente anche dei consigli utili per affrontare le situazioni di pericolo, che saranno diffuse negli uffici pubblici e nei luoghi più frequentati dalla gente”.

“Abbiamo inviato una nota ai dirigenti scolastici, raccomandando, in virtù dell’autonomia di cui dispongono le scuole e alla luce dell’esperienza acquisita, di organizzare le prove di evacuazione nei singoli plessi, individuando le aree di attesa più idonee e prive di rischi nei pressi di ciascun sito”.

Concludendo l’assessore Riga precisa:“Ribadisco che l’amministrazione comunale ha già da tempo adempiuto al gravoso compito di adeguare il proprio Piano di Protezione civile per l’emergenza, per quanto di propria competenza. Per questo, non intendo rispondere alle accuse di immobilismo e mancanza di tale strumento, visto che sono smentite dai fatti”.

Il sindaco Cialente dichiara:Il piano di protezione c’è – ha affermato il sindaco – lo abbiamo riportato ultimamente in giunta e in consiglio comunale, è stato comunicato alla popolazione ed è valido tutti i giorni. La comunicazione ai cittadini è stata fatta tramite stampa, abbiamo pubblicato sui giornali le aree ripetutamente”. Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha cercato di placare con queste parole le provocazioni riguardanti il piano di protezione civile del Comune dell’Aquila all’indomani dello sciame sismico sviluppatosi nel reatino dopo la scossa di magnitudo 3.3 verificatasi alle ore 23.13. “Per adesso ci sono aree di raccolta e non sono attrezzate, ma stiamo provvedendo – ha continuato Cialente: “Bisogna considerare, però, che noi abbiamo ancora le aree precedenti che sono attrezzate”. “Purtroppo – ha concluso il sindaco – la nostra popolazione ha fatto le prove di protezione civile per otto mesi intendendo i mesi successivi al terremoto, noi le aree le abbiamo più che attrezzate perché hanno ancora le infrastrutture delle tendopoli”.

Precisiamo che le indicazioni in caso di allarme sono a disposizione sul sito www.comune.laquila.it.

Sono inoltre riportate le 70 aree di attesa, le 16 di ospitalità e di ammassamento.

 

20 ottobre 2011

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