Teramo: Perseguita una ragazza conosciuta in un night, imprenditore arrestato per stalking

di Patrizia Tarli

Decine di messaggi, telefonate dal tono ingiurioso e minatorio, appostamenti continui sotto casa – alcune delle condotte atte ad integrare il reato di stalking.

Lo stalking, derivante dal termine di origine anglosassone to stalk, (letteralmente “fare la posta”), con il quale si vuol far riferimento a quelle condotte persecutorie e di interferenza nella vita privata di una persona, è entrato a far parte del nostro ordinamento con il decreto legge 23 febbraio 2009, n. 11 (convertito in Legge 23 aprile 2009, n. 38), che ha introdotto all’art. 612 bis c.p. il reato di “atti persecutori”.

La condotta tipica è costituita dalla reiterazione di minacce o di molestie, le quali devono determinare nella persona offesa un “perdurante e grave stato di ansia o di paura”, ovvero un fondato timore per la propria incolumità o per quella di persone a lei vicine, oppure costringerla ad alterare le proprie abitudini di vita. Il persecutore o stalker il più delle volte è un conoscente, un collega, o un ex-compagno o ex-compagna che agisce spinto dal desiderio di recuperare il precedente rapporto o per vendicarsi di qualche torto subito.

Il bene giuridico tutelato dalla normativa sullo stalking è la libertà morale, come facoltà del soggetto di autodeterminarsi. Infatti, tra i vari eventi che la condotta tipica può causare vi è l’alterazione delle proprie abitudini di vita, la quale può essere vista come una particolare ipotesi di violenza privata. La pena prevista è la reclusione da sei mesi a quattro anni, salva l’applicazione di aggravanti – se il molestatore si spinge fino all’omicidio della vittima è previsto l’ergastolo.

Ebbene, le condotte poste in essere da un imprenditore nei confronti di una donna conosciuta in un night club hanno fatto scattare le manette per un 44enne teramano, in quanto integranti il reato di stalking. M.A., di Turrivalignani, aveva conosciuto la ragazza rumena nel 2009 in un night di Francavilla al Mare ( Provincia di Chieti ), dove lavorava come entreneuse.

I due si frequentano anche fuori dal locale, ma l’uomo inizia ad essere estremamente geloso e possessivo verso la donna, che non può continuare a svolgere il suo lavoro. A quel punto la donna decide di trasferirsi in un altro locale, ma l’uomo continua a cercarla e la riempie di messaggi e telefonate minacciose, inizia anche gli appostamenti sotto casa. Al che la ragazza presenta una prima denuncia ai Carabinieri di Silvi.

Mentre i Carabinieri svolgono le indagini, M.A., continua a perseguitare la donna con pedinamenti e appostamenti – a settembre scatta una seconda denuncia. La fine dell’incubo ieri – l’uomo è di nuovo sotto casa della ragazza e attende il suo rientro per parlarle, ma la donna avvisa i carabinieri e si rifugia in un negozio vicino. Il 44enne l’aspetta all’ingresso e continua ad insistere, finché non tenta di afferrarla per un braccio – è a quel punto che i carabinieri in borghese lo arrestano.

 

12 ottobre 2011

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