Teramo: La Coldiretti sull’aumento dell’Iva, pericolo speculazioni

Tra i provvedimenti più travagliati della manovra finanziaria per il 2011, l’incremento di un punto percentuale dell’aliquota Iva è scattato il 17 settembre, subito dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge n. 148/2011 di conversione del decreto legge n. 138 del 2011.
L’aumento riguarda quasi tutti i beni e servizi – la Coldiretti Teramo si preoccupa di specificare che l’incremento di un punto percentuale, in linea di principio, non colpisce i prodotti alimentari e le bevande di largo consumo, per i quali l’Iva rimane al 4%.

Rimangono comunque interessati dall’aumento alcuni prodotti agricoli come vino, birra, succhi di frutta, alimenti pregiati come tartufi e prodotti come propoli, lana e sughero.
In tal senso la Coldiretti provinciale rivolge un monito affinché l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto non diventi uno strumento di speculazione – secondo la Coldiretti: “Occorre vigilare affinché l’aumento dell’Iva e i conseguenti ritocchi di pochi centesimi necessari per l’adeguamento non diventino l’occasione per rincari ingiustificati al dettaglio, soprattutto in questa difficile fase di congiuntura economica. Le approssimazioni per eccesso dei prezzi di beni indispensabili per i cittadini e le imprese, dalla benzina ad alcuni tipi di alimenti e bevande, possono rappresentare un aggravio da non sottovalutare”.
“Basti pensare” – conclude la Coldiretti – “che i benzinai hanno già regolato il prezzo del carburante aggiungendo in media 12-13 millesimi di euro in più al litro. L’insostenibile aumento della benzina, che ad agosto ha toccato le punte massime degli ultimi tre anni, rischia di essere un ulteriore elemento di ostacolo alla ripresa dell’economia aggravando i costi delle imprese e penalizzandole nel confronto sul mercato”.

 

di Patrizia Tarli

 

27 settembre 2011

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