L’Aquila: Processo alla Commissione Grandi Rischi, il giudice Billi “lavoriamo dall’alba al tramonto”
di Loris Tarli
Sono settanta circa le parti civili in causa nel processo a carico della Commissione Grandi Rischi in corso di svolgimento al tribunale dell’Aquila – il processo vede alla sbarra sette imputati, ovvero i sette componenti la Commissione Grandi Rischi accusati di omicidio colposo, lesioni personali colpose e cooperazione nel delitto colposo.
Ufficialmente iniziato il 20 settembre scorso, è stato subito rinviato a sabato primo ottobre per permettere l’acquisizione delle prove e l’audizione dei testi da parte del pubblico ministero in merito alle accuse rivolte ai sette membri della Commissione Grandi Rischi. Un processo a ritmi serrati quello che si prospetta – “Non prendete appuntamenti per il pomeriggio, lavoriamo dall’alba al tramonto, alle 19 c’è ne andiamo” – questo è quanto detto dal giudice del tribunale dell’Aquila, Marco Billi.
Al che Marcello Melandri, avvocato di Enzo Boschi ( uno dei componenti la Commissione ), ha dichiarato – “Si sa già come va a finire questo processo”. Dichiarazione che da prova della tensione alle stelle di imputati e difesa – presente in aula solo uno dei sette imputati, Bernardo De Bernardinis, già vice capo del settore tecnico della Protezione civile e Abruzzese.
L’accusa, tramite Picuti, ha ricordato che se si aspetta la fine di tutti i procedimenti chiamati “procedimenti satellite” per avviare quello principale, questo non si farà mai.
Intanto, il presidente dell’associazione “309 martiri”, Vincenzo Vittorini, ha dichiarato – “Ringrazio la stampa internazionale e quella locale, che conoscono le nostre ragioni e si occupano del processo, ma quella nazionale ci sta censurando. E’ paradossale” – prosegue Vittorini – “che i meedia stranieri si occupino in modo maggiore della vicenda in questione che non i meedia nazionali”.
Un processo che farà discutere in tutte le sue fasi considerando l’enormità di morte e distruzione che si porta dietro.
