Pescara: Piovono i ricorsi dei precari e in 450 scendono in piazza

di Patrizia Tarli

Poco tempo ancora per impugnare i contratti a tempo determinato da parte dei precari del settore pubblico e privato – la nuova normativa contenuta nel collegato lavoro (Legge 183 del 2010) ha, infatti, modificato i termini previsti in precedenza. Il nuovo termine per impugnare un contratto a tempo determinato e chiederne la trasformazione in contratto a tempo indeterminato è di 60 giorni, trascorsi i quali non sarà più possibile farlo. Da quel momento si hanno 270 giorni per depositare i ricorsi.

A chiedere la stabilizzazione 450 precari che, tramite il sindacato, hanno impugnato i contratti di lavoro a tempo determinato chiedendone la trasformazione in contratti  a tempo indeterminato e sono scesi in piazza a Pescara – dipendenti di aziende pubbliche e private che ormai da anni lavorano da precari. 50 i ricorsi che sono stati presentati da parte di dipendenti della Asl, oltre a quelli presentati da aziende private, università e scuola.

 

Alcuni dipendenti della Asl si sono presentati davanti al giudice del lavoro per chiedere che venga dichiarata la nullità dei contratti a tempo determinato, vista l’illegittimità del termine apposto al loro contratto. I ricorsi, tutti con lo stesso oggetto, ovvero “ ricorso abusivo al lavoro precario”, mirano ad ottenere una condanna della Asl a riassumerli con contratto di lavoro a tempo indeterminato, oltre al pagamento degli arretrati dovuti.

Questo è, in sostanza, ciò che denunciano anche le organizzazioni sindacali, che parlano di “ricorso eccessivo, cioè l’abuso dei contratti di lavoro a tempo determinato che, da una parte alimenta il precariato e dall’altra nasconde le reali esigenze strutturali delle aziende. Un problema diffuso tanto nel pubblico quanto nel privato. Sono moltissimi i lavoratori che si vedono rinnovare il contratto a tempo determinato per anni e anni ma in questo modo beneficiano di retribuzioni minori, non maturano né Tfr né tredicesima e contributi e le aziende ci guadagnano” – queste le parole di Daniela Liguori e Francesca Ramicone della Cgil di Pescara.

Quindi i tempi stringono, nonostante la proroga prevista dalla normativa che da la possibilità di  impugnare i contratti ancora entro il 31 dicembre 2011– trascorso questo termine non sarà più possibile ottenere la stabilizzazione.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook