Tagli al sociale: simbolico corteo funebre tra le vie di Pescara

di Andrea Marasea

È una manifestazione che rappresenta lo “sdegno nei confronti del governo e della manovra” che prevede vistosi tagli finanziari ai servizi sociali, più di 200 persone,  52 disabili in carrozzina, accompagnatori, lavoratori dell’indotto e privati cittadini da ogni parte della regione Abruzzo, sono sfilati in un emblematico corteo funebre per la perdita di pensioni di invalidità, indennità di accompagnamento.
Il mesto corteo ha sfilato per oltre mezz’ora in piazza Italia, passando davanti a Prefettura e Municipio pescaresi.

In testa al corteo, oltre ad una banda musicale bardata a lutto, un carro funebre con dentro una carrozzella, seguito dalle carrozzine vuote di disabili aderenti all’iniziativa ma impossibilitati alla presenza per ovvi motivi. Cartelloni,.striscioni con scritte come: “figli di un Dio minore” o “l’olocausto silenzioso dei disabili” hanno suggellato lo sdegno per la decisione governativa racchiusa tra le norme legge di stabilità 2011.

“Non fiori ma il ripristino dei diritti”: sui manifesti funebri  appuntati sulle spalle dei disabili, e ancora: “olocausto silenzioso dei disabili”, “vi basterebbe un grammo di vergogna per rendervi conto dei nostri sacrifici”, “chi nega i diritti cancella le persone”, “La mia famiglia non ce la fa più, Berlusconi adottami!”.

Molte associazioni abruzzesi di disabili hanno preso parte all’evento, nonché diversi esponenti politici regionali come:, il deputato pescarese Vittoria D’Incecco (Pd) vestita a lutto e velo nero, il segretario regionale del partito democratico Silvio Paolucci, il capogruppo dei verdi in Consiglio regionale Walter Caporale,  i consiglieri regionali Marinella Sclocco (Pd) e Nicoletta Verì (Pdl), il segretario provinciale della Cgil Paolo Castellucci, e Marco Farsi in rappresentanza di Rifondazione Comunista..

Sfilano in corteo, dietro a centinaia di persone che hanno aderito al funerale della disabilità, anche i gonfaloni delle città di Montesilvano e Francavilla al Mare.

I disabili abruzzesi  chiedono aiuto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano tramite una lettera consegnata al prefetto di Pescara Vincenzo D’Antuono:
è necessario, scrivono “un deciso intervento in favore dei figli svantaggiati”.

Di seguito riportiamo brevemente il testo della lettera:

“Caro Presidente di tutti noi italiani, perdonaci se ti diamo del ‘tu’, ma questa familiarità ci viene spontanea in quanto ti consideriamo come un padre per tutti noi. Ti chiediamo solo un deciso intervento in favore di quei figli svantaggiati che sicuramente non sono causa del disastro finanziario imminente, ma rischiano di diventarne le vittime principali. Noi purtroppo siamo i figli che hanno problemi, quelli nati con qualche ‘difetto’ o quelli che hanno avuto la sventura di incontrare, nella loro vita, la disabilità”, si legge nel testo. “Se ti disturbiamo in questa occasione è perché, secondo noi, in questo momento storico di crisi economica, potrebbe accadere qualcosa di molto grave a nostro danno”.

“Ti chiediamo solo un deciso intervento in favore di quei figli svantaggiati”, prosegue la lettera, “che, sicuramente non sono causa del disastro finanziario esistente, ma rischiano di diventarne le vittime principali. Non chiediamo nessun favore, vorremmo solo il rispetto di diritti come le Pari Opportunità e la Non Discriminazione, appellandoci alla Costituzione e alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità”.

“Confidiamo nella tua grande umanità e nel tuo senso di giustizia ed equità”, concludono i disabili, “con la speranza di non dover subire una ennesima discriminazione che getterebbe nella disperazione più di due milioni di cittadini”.

Ecco succintamente cosa hanno scritto i disabili abruzzesi al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
I disabili, tramite i loro rappresentanti, hanno chiesto alle autorità un nuovo incontro da effettuarsi tra una decina di giorni al fine di fare un punto sulla situazione sulle decisioni governative, il Prefetto di Pescara ha inviato la lettera al Capo dello Stato ed  ha informato tutte le istituzioni governative regionali.
“Tutto quello che si può fare – ha assicurato – sarà fatto. Tutti insieme riusciremo a fare qualcosa. La sensibilità dimostrata dalle forze politiche è altissima e sono convinto – ha asserito – che si arriverà ad evitare le situazioni che determinerebbero uno scenario preoccupante”.
Nicoletta Verì, Presidente della Commissione Regionale Tutela della salute si è impegnata pubblicamente con altri due consiglieri regionali Riccardo Chiavaroli e Claudio Ruffini per  convocare in tempi brevi una commissione -ad hoc-.
“In quell’occasione – ha dichiarato – prepareremo un documento che invieremo al Prefetto e al Governo. Questo e’ il nostro impegno per far sentire anche la nostra voce contro i tagli”.
Silvio Paolucci segretario regionale del Pd ha dichiarato:
“è una protesta contro i tagli che la manovra finanziaria opera ai fondi destinati alle categorie svantaggiate, ai disabili e alle famiglie. Con questa manovra vengono tagliati 8 miliardi alla scuola e ai servizi sociali alle pensioni di invalidità.
una vergogna,un segnale di inciviltà.”

“è impensabile – prosegue – che nessuno abbia ancora lavorato a chiare lettere alla Patrimoniale. Si ricaverebbero fondi anche per la crescita. Al contrario per ottenere il denaro necessario per la manovra questa maggioranza al Governo colpisce ancora una volta le categorie più deboli, che davvero non sapranno più neanche come curarsi. Viene a mancare il diritto alla salute, si pensi anche ai ticket, e all’assistenza rispetto a servizi essenziali nell’assenza del Governo Regionale dell’Abruzzo. Per altro parliamo di una manovra – conclude – non risolutiva, in continua evoluzione ma che di certo ha deciso di non colpire le rendite e i grandi patrimoni”.
Il capogruppo regionale di Verdi Walter Caporale,, ha dichiarato: “Da sempre lotto a difesa dei diritti dei più deboli della società: disabili, anziani, malati, e di chi non ha voce, come gli animali. Non è possibile che chi ha più bisogno di cure e assistenza paghi gli errori dei politici e della cattiva gestione delle risorse pubbliche”.
“Ritengo che i Governi che non sono capaci di assistere i più bisognosi siano profondamente incivili – prosegue – La manovra finanziaria prevede un ulteriore riduzione dei servizi di assistenza e le famiglie non ce la fanno più. Oggi sono presente alla manifestazione con il piccolo Leonardo, bambino affetto da tetraparesi spastica dalla nascita, che da anni subisce la riduzione delle terapie motorie della Regione. Terapie di cui ha bisogno per stare bene e non avere dolori dovuti alla rigidità dei tendini”.
“è una vergogna – conclude – soprattutto perché Leonardo è costretto a partire, a proprie spese, tre volte l’anno per la Slovacchia e seguire faticosamente per un mese un programma motorio per molte ore al giorno, solo per riparare i danni delle mancate cure in Italia. È una vergogna!”.
Il segretario generale della Cisl d’Abruzzo,Maurizio Spina prendendo parte all’iniziativa di protesta ha dichiarato:
“Cari militanti e quadri della Cisl d’Abruzzo, il nostro Paese è impegnato a fronteggiare una grave crisi finanziaria causata dall’eccessivo debito pubblico – si legge in una nota il segretario – Una nuova pesantissima manovra di bilancio è stata varata a Ferragosto, non essendo bastate le precedenti dello scorso anno e quella più recente di luglio. Siamo probabilmente di fronte ad un cambiamento epocale. Per il futuro l’Italia, come altri Paesi europei, non potrà più adottare politiche economiche e sociali indebitandosi come si è fatto sinora. Questo comporterà il mutamento del nostro ruolo sindacale”.
“Il Governo ha una grave responsabilità, quella di avere negato fino all’ultimo la reale situazione economica del nostro Paese – spiega – Come già avvenuto nel 1992, non solo occorre rimettere i conti in ordine, ma serve coesione, condivisione delle scelte, nuovi obiettivi ed equità, come ampliamento invocato dal nostro presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Non serve il balletto delle proposte estemporanee o delle proteste generiche contro la crisi, per questo motivo la Cisl non ha predisposto una propria ‘contromanovra’, perché ciò spetta all’opposizione parlamentare, ma ha inteso ribadire il suo modello di sindacato autonomo ed autorevole che non persegue disegni politici”.:
“La Cisl sostiene che la manovra è necessaria per recuperare la stabilità ed abbassare i tassi dei titoli di stato sui mercati che causano l’aumento del debito, come sempre a carico dei cittadini. Per questo che la Cisl, nell’audizione al Senato, ha sostenuto che la manovra va corretta introducendo elementi di maggiore equità, escludendo nuovi interventi sulle pensioni, rafforzando la lotta all’evasione fiscale, prevedendo contributi da parte di chi ha grandi patrimoni, evitando interventi incomprensibili verso i lavoratori del pubblico impiego e i tagli agli enti locali”.
“Siamo preoccupati – continua – perché i governanti e la politica stanno sottacendo al Paese la gravità del momento. E’ la politica stessa che deve dare il buon esempio, affinché i cittadini possano recuperare la fiducia. Come Cisl abbiamo nelle scorse settimane attaccato i privilegi del ceto politico: non per spostare il tiro o per populismo, ma proprio per ridare credibilità allo Stato e alle Istituzioni”.
“Finalmente in questa manovra – prosegue – si intravvedono passi in avanti. Dobbiamo uscire da questa situazione grave dando nuovo slancio all’economia, all’occupazione e al benessere sociale, a partire dal nostro Abruzzo. Una regione che deve mobilitarsi come richiesto da tutte le forze sociali e deciso dal consiglio Regionale del 15 di agosto, per lo sblocco delle risorse per lo sviluppo, a partire dai 612 milioni dei Fas, per l’intesa sulle infrastrutture e per l’utilizzo delle risorse Europee dei Fondi strutturali. Solo superando la crisi finanziaria possiamo tutelare i lavoratori, i pensionati e i giovani, che non può avvenire con una semplice correzione della manovra”.
“La Cisl sosterrà le proposte sindacali attraverso iniziative fuori dall’orario di lavoro, perché è convinta che il dialogo sia uno strumento utile per partecipare alle decisioni politiche del Paese senza abusare dello strumento dello sciopero. Uno sciopero contro la manovra proposto da una sola sigla sindacale non è efficace né propositivo, né serve a migliorare le condizioni di lavoratori e pensionati. Lo sciopero dichiarato dalla CGIL per il prossimo 6 settembre si tradurrà solo ed esclusivamente in un aggravio sulla busta paga dei lavoratori ed appesantirà le condizioni economiche delle aziende. Con l’intesa del 28 giugno sembrava che le tensioni nei rapporti sindacali fossero superate, ma ciò non è avvenuto. Questa mancanza di unità sindacale non ci deve distogliere dal vero obiettivo che dalle prossime settimane la Cisl Nazionale e Regionale vogliono perseguire con ancora più convinzione e forza: creare sviluppo e crescita del Paese e del nostro Abruzzo”.
“Tassare meno il lavoro e gli investimenti e tassare di più le rendite e i beni di lusso è urgente. Solo così si avranno le risorse necessarie per finanziare il nostro sistema di Welfare, si potranno creare le condizioni occupazionali per i giovani esclusi da mercato del lavoro e si potranno adottare riforme condivise e rivolte alla coesione sociale. Per rilanciare una manovra nel segno dell’equità, il 1 Settembre saremo a Roma per un presidio organizzato da Cisl e Uil davanti al Senato della Repubblica. È il momento di assumersi le responsabilità necessarie ed avere il coraggio di affrontare cambiamenti e innovazione. Nessuno ha già vissuto i tempi che abbiamo di fronte. Chi rimpiange il passato non vuole cambiare nulla e passa il tempo ad accusare gli altri. Ciò non risponde ai bisogni dei lavoratori, dei pensionati e dei giovani. La Cisl vuole essere protagonista del futuro, realizzando le aspettative dei propri iscritti, di tutti i lavoratori, giovani e pensionati”.

È innegabile lo sdegno dilagante che deriva dalle decisioni di questa manovra finanziaria decisa dalla legge di stabilità emanata dal governo questo anno, ma viene anche da pensare che se sono state prese decisioni così gravi dal Governo è segno che non ci aspettano dei bei tempi. Durante il periodo degli anni settanta la mucca statale è stata munta fino all’impossibile, sono state erogate indennità, pensioni baby, invalidità inesistenti,  farmaci gratuiti per tutti gli ipocondriaci vaganti ed ora? Le generazioni di adesso si trovano indebitate sin dalla nascita per grassazioni perpetrate da personaggi senza scrupoli precedentemente vissuti. Pensare che alle Università fanno studiare la sostenibilità economica… ma di chi e per chi? (ndr)

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