Caritas Abruzzo-Molise: presentato il rapporto sulla povertà nel 2010

di Loris Tarli

”Si allarga sempre più la forbice tra i ricchi e i poveri” – spiega il Vescovo Giovanni D’Ercole – “ i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri diventano sempre più numerosi e sempre più poveri. Il ceto medio, una volta parte importante della nostra società, tende a scomparire, impoverendosi.” “I dati che emergono dallo studio”- continua il Vescovo – “non possono non preoccuparci, in quanto se la situazione prosegue con tale ritmo, non si possono escludere rivoluzioni e proteste che altrove, come vediamo ad esempio anche in Inghilterra, degenerano facilmente in violenza incontrollabile, con protagonisti i giovani”.

Queste le parole che il monsignor Giovanni D’Ercole ha pronunciato in occasione dell’incontro della Caritas delle regioni Abruzzo e Molise, nel quale è stato presentato il rapporto sulla povertà nel 2010. Dai dati presentati possiamo evidenziare una povertà in aumento non soltanto tra gli immigrati ma anche tra i cittadini italiani, i quali non riescono a mantenere uno status di vita dignitoso.
Tutti i dati saranno disponibili presso le Caritas diocesane anche quest’anno e verranno proposti all’interno di un volume che si propone di evidenziare come la crisi stia colpendo in modo duro soprattutto lo status di lavoratore, generando fenomeni di indebitamento che portano alla povertà economica. Lo sforzo che ha portato ad attenuare il malessere dei cittadini italiani è stato fatto in modo congiunto delle 11 diocesi – le informazioni raccolte attraverso i centri adibiti all’ascolto dislocati sul territorio hanno fatto emergere dati che confermano la tendenza nazionale.
”Il rapporto vuole essere un ulteriore contributo per aumentare la conoscenza dei nostri territori e per programmare, con giusto discernimento, azioni sempre più rispondenti ai bisogni dei soggetti che li abitano” spiega don Marco Pagniello, direttore della Caritas diocesana di Pescara-Penne.
I dati storici sul lavoro dipendente ci portano a dire che durante il biennio 2009-2010 sono stati persi 532mila posti di lavoro: 501 mila solo tra i giovani sotto i trent’anni. Non solo i giovani, anche le donne italiane sono tra le principali vittime, in quanto non dispongono dei beni necessari a raggiungere un livello di vita minimamente accettabile. Ancora peggiore il quadro che riguarda il 2011 – secondo l’Istat, in Italia nel 2011, la povertà assoluta colpisce il 24.7% della popolazione, poco meno di un cittadino su quattro.

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