L’Abruzzo segue la via dell’accorpamento: 106 i Comuni a rischio soppressione

di Loris Tarli

Scompaiono i Comuni con meno di mille abitanti – l’ultima manovra del Governo potrebbe cancellare 106 Amministrazioni Comunali abruzzesi i cui Comuni non raggiungono i mille abitanti.

In nome dell’accorpamento – ormai considerata strada inevitabile – insieme ai Comuni saranno cancellate anche le amministrazioni provinciali le cui Provincie non arrivano ai 300mila abitanti. Una decisione ancora non definitiva, che a breve sarà seguita da un approfondimento in programma per autunno e volto a salvaguardare dalla cancellazione i Comuni troppo importanti.

In Abruzzo sono 106 i comuni a rischio soppressione mentre, per il momento, le 4 province, non rientrano nella scure imposta. Tra i comuni a rischio soppressione: Alfedena, Anversa degli Abruzzi, Cortino, Bomba, Rocca di Botte, Campotosto, Rivisondoli, Pietracamela, Gamberale, Brittoli, Lettopalena, Fano Adriano Dogliola, Vicoli, Castel Castagna, Castel del Monte, Pennapiedimonte, Pietranico, Pescosansonesco, Prata D’Ansidonia, Pereto, Rocca di Cambio, Ofena, Rocca Santa Maria, San Pio delle Camere, Ortona dei Marsi, Montebello sul Sangro, Roio del Sangro, Santo Stefano di Sessanio, Tione degli Abruzzi, San Benedetto in Perillis, Villetta Barrea, Barete, Fossa, Taranta Peligna, Vittorito, Villavallelonga, Torrebruna, Poggiofiorito, Roccamorice, Schiavi di Abruzzo.

Accanto alla soppressione delle amministrazioni comunali si pone la proposta di accorpamento tra Abruzzo e Molise – una proposta con origini lontane presentata da alcuni amministratori comunali tre anni fa, dietro la considerazione che riunire le due regioni permette di ridurre i costi della politica oltre a dar vita ad una nuova grande regione. Lo scopo del grande accorpamento è quello di rendere la regione più snella ed efficiente per uscire indenne dalla crisi economica internazionale.

Il “prezzo” maggiore della manovra volta a sopprimere le amministrazioni comunali minori lo sconterà la Regione Piemonte – saranno 598 i Comuni piemontesi condannati dal provvedimento. Il Presidente dell’Anci ha già in mente di incontrare il governatore Roberto Cota e di coinvolgere nel dibattito tutti i parlamentari piemontesi. Una manovra, quella di cui parliamo, che sta mettendo in fibrillazione l’intera classe politica nazionale in pieno Agosto e che terrà con il fiato sospeso gli amministratori comunali e provinciali fino a quando non avverrà il censimento conclusivo.

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