Abruzzo: la ripresa economica passa per i prodotti tipici

di Loris Tarli

Per effetto delle sue specializzazioni produttive la regione Abruzzo risente fortemente dell’andamento del ciclo economico internazionale – ed ecco che se generalmente ad una profonda recessione segue una buona ripresa produttiva, nel nostro caso la ripresa è del 40% dell’ammontare perso durante la recessione. L’Abruzzo sta reagendo bene nella fase del dopo crisi soprattutto grazie ai prodotti tipici del territorio abruzzese.

Ecco quindi che è stato approvato il disegno di legge ”Marchio Abruzzo”, con l’obiettivo di garantire all’estero la provenienza del prodotto tipico abruzzese. L’assessore regionale Mauro Febbo spiega che “L’obiettivo è favorire la modernizzazione del sistema agricolo e di nuovi modelli di sviluppo che contribuiscano a rendere il sistema produttivo abruzzese sano, forte, competitivo e capace di cogliere le opportunità che l’allargamento del mercato rende possibili”. Il Marchio in questione, come previsto dall’art. 66 del regolamento CE 207 del 2009, può essere concesso esclusivamente per prodotti che possiedono caratteristiche qualitative superiori a quelle imposte dalla normativa vigente, e devono essere verificabili. 
Un marchio di qualità che tenderà anche a promuovere e valorizzare i prodotti agroalimentari abruzzesi, facendo in modo che i produttori siano maggiormente tutelati e riconosciti a livello internazionale – in particolare sarà garantita la tracciabilità delle produzioni agricole della regione Abruzzo. A tal fine la Regione ha disposto la creazione del Marchio con la dicitura ”Prodotti d’Abruzzo”, il quale dovrà essere depositato e registrato presso l’Ufficio europeo competente (UAMI).

Ciò si pone nel novero delle iniziative volte ad aumentare le esportazioni, che hanno registrato un incremento del 19% rispetto al 2009, recuperando il 40% circa dell’ammontare perso durante la fase di recessione. Un andamento che trova ulteriore conferma nei dati del primo trimestre 2011, dai quali risulta una crescita del 21,2%.

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