Teramo: restaurato l’edificio della stazione

di Andrea Marasea

Finalmente restaurata la stazione di Teramo in via Crispi – da sempre il biglietto da visita di una città, non dava certo un’impressione positiva carente com’era di interventi periodici volti a preservarne lo stato. Ricordiamo quando l’edificio grondava di muffa e si caratterizzava per un colorito nero, per la cui copertura sarebbe bastata una Giunta comunale con un pò di buon senso. Un intervento “necessario” rinviato per anni trincerandosi dietro ragioni economiche, ma che significa molto per la città – i più giovani non l’anno mai vista così. Una mano di vernice che vuole dire qualcosa di più che un semplice restauro.

L’edificio venne costruito all’inizio degli anni 80 nell’allora zona periferica della città. Era stato il deputato montoriese Francesco Sebastiani a sostenere alla Camera nella seduta del 10 aprile 1865 la necessità di questa ferrovia, già oggetto di studio del Governo Napoletano nel 1855. La proposta venne ripresa da altri autorevoli esponenti politici – dall’onorevole teramano Settimio Costantini, che nel 1873 aveva vanamente formulato la proposta di un suo prolungamento sino a Roma (defilippis-delfico.it). Dopo un lungo iter burocratico e tecnico venne inaugurata nel 1884 – la sua iniziale funzione era di stazione passante, perché si prevedeva la prosecuzione della linea fino a collegarsi a L’Aquila. Alla fine del 1930 venne soppressa la tratta L’Aquila-Capitignano e ciò fece tramontare definitivamente l’antico progetto Teramo-L’Aquila. L’edificio è costituito da un corpo centrale a due elevazioni con tetto di forma vagamente romanica affiancato da due corpi laterali ad una elevazione.

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