Chieti: Alle categorie svantaggiate posti impossibili da ricoprire

Patrizia Tarli

Così come previsto dalla legge numero 68 del 1999, che regola il collocamento obbligatorio, la Direzione provinciale del lavoro di Chieti ha proceduto a pubblicare la lista delle aziende che mettono a disposizione posti di lavoro per invalidi.

La normativa prevede che le aziende sono tenute ad assumere un numero di lavoratori disabili che varia a seconda dell’organico – qualora non provveda essa stessa alla copertura dei posti previsti per il personale disabile, scatta la procedura d’ufficio del Silus (Servizio inserimento lavorativo utenza svantaggiata) della Provincia.

Ebbene, la lista pubblicata dalla Provincia di Chieti invita questi soggetti portatori di handicap a ricoprire i posti di “operaio addetto ai macchinari per la fabbricazione di esplosivi” e “ addetto alla conduzione di mezzi meccanici e minatore” rispettivamente riservati ai disabili da una ditta di Casalbordino e da un’azienda di Guardiagrele. La lista continua con offerte non meno assurde – come “saldatori ad alta pressione” presso un’industria metalmeccanica” o “gruisti” per un’azienda per il trattamento dei rifiuti.

Queste le richieste in relazione al mese di luglio, aventi ad oggetto lavori piuttosto pesanti che difficilmente una persona con una percentuale di invalidità superiore al 45 %, quali sono i destinatari della disciplina sul collocamento obbligatorio, riuscirebbe a ricoprire – paradossalmente tutto a norma di legge.

“Considerare il disabile esclusivamente come la persona non deambulante autonomamente o con patologia totalmente invalidante appare riduttivo e fuorviante. Come forse non tutti sanno – si precisa dall’Assessorato al Lavoro – per essere iscritti nelle liste del collocamento obbligatorio occorre possedere una percentuale di invalidità superiore al 45%. In tale “calderone”, pertanto, rientrano le più svariate tipologie di minorazioni, alcune delle quali consentono di svolgere un’attività lavorativa qualitativamente e quantitativamente molto simile a quella svolta dalle persone normodotate, sebbene con qualche tutela in più. In più va considerato che, come previsto dalla legge 68/99 e ribadito in più occasioni dalla giurisprudenza di questi anni in materia (in particolare dalla Corte di Cassazione), è assolutamente legittimo da parte di un datore di lavoro richiedere l’avviamento di un lavoratore disabile con la qualifica così come determinata dalle esigenze aziendali. Questo sta a significare che il Servizio Silus della Provincia di Chieti deve rispettare le richieste di personale protetto così come formulate dal datore di lavoro, non potendo effettuare in merito alcuna variazione e/o imposizione circa il profilo professionale. In proposito sarebbe piuttosto auspicabile che il Ministero del Lavoro, come ha già fatto per diverse categorie di imprese, estendesse l’istituto dell’esonero dagli obblighi di assunzione di personale disabile a tipologie di aziende che difficilmente possono ospitare al loro interno personale invalido. Si precisa infine, che quest’ ufficio non è la “Direzione provinciale del Lavoro”, ma la dicitura esatta è quella di Servizio Silus del Settore Lavoro della Provincia di Chieti» –  è stata la replica del Servizio Inserimento Lavorativo Utenza Svantaggiata ( Silus ), per la Provincia di Chieti.

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