Continuano le critiche del WWF al “progetto aquilano”

di Loris Tarli

La costruzione di autostrade e mezzi di comunicazione via terra è indispensabile per lo sviluppo e la crescita del sistema paese, ma alcune volte si eccede nella sottovalutazione di altri beni sicuramente più preziosi per noi cittadini. Ecco che ci si chiede se sia normale edificare non tenendo conto e non rispettando il “sistema ambiente” in cui viviamo.

Così, si viene a conoscenza del fatto che in questi giorni  nella piana carsica e nei boscimani di campo felice ruspe e camion stravolgono faggete e rare praterie montane dell’Appennino. I dati del progetto si aggirerebbero intorno alla decina di milioni di euro da destinare alla sola galleria da realizzarsi a 1500 metri di quota, che non era neanche tra i progetti strategici dell’ANAS al momento della sua ideazione – una modifica in itinere davvero molto sostanziosa, oggetto di una forte critica da parte del WWF.

 

Altri problemi sono sorti nel corso della costruzione, infatti il WWF fa sapere che: “Pochi mesi fa il cantiere è stato chiuso a causa del ritiro del certificato antimafia alla ditta di Palermo che aveva vinto l’appalto, la quale sul punto ha anche perso un ricorso al TAR Lazio, ma incredibilmente, ne la politica regionale e ne quella nazionale, a partire da chi aveva fortemente voluto l’opera, ha ritenuto opportuno commentare l’esistenza di un problema di legalità per uno dei maggiori cantieri attivi in Abruzzo, a un’ora da Roma”. 

Ecco che la situazione in cui ci troviamo è sempre la stessa, con una politica poco sensibile in merito alla questione ambientale la quale al contrario interessa la stragrande maggioranza della popolazione – sappiamo, infatti, che l’ambiente e la sua tutela non sono ne di destra ne di sinistra, bensì  valori che si pongono al di sopra di qualsiasi posizione politica.

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