Tassa di soggiorno – il Sindaco di Giulianova ( Teramo ) lancia la proposta

di Loris Tarli

Non sono moltissime le località che impongono ai propri turisti una tassa di soggiorno e laddove venisse fatto il luogo interessato dovrebbe  in ogni caso avere determinate qualità e caratteristiche che invoglino i turisti a visitare il territorio, a prescindere dalla tassa di soggiorno.

Il sindaco di Giulianova ha lanciato l’iniziativa e la sta proponendo anche ai sindaci della costa teramana. Dai dati in merito al turismo la costa giuliese nell’anno passato ha fatto registrare un aumento delle persone che hanno scelto questo luogo per trascorrere le vacanze – una notizia buona per i commercianti e per gli hotel del luogo, i quali hanno visto aumentare i propri introiti. L’idea di imporre una  tassa di soggiorno sta facendo registrare prese di posizione positive e negative – per metterle a confronto il Sindaco vuole proporre un convegno per settembre, affinché si rifletta su una questione seria ed in un momento di crisi.

Il sindaco di Giulianova Mastromauro, dalla sua parte, è sicuro che il progetto andrà a buon fine e spiega: “Bisogna sin da ora prepararsi ad affrontare le decisioni in merito, compresa quella di approntare il regolamento attuativo che disciplini l’eventuale applicazione della tassa di soggiorno” – e sulla normativa aggiunge – “Il decreto legislativo del Governo prevede a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate nel proprio territorio un’imposta da applicare secondo criteri di gradualità in proporzione alla loro classificazione, da 0,5 a 5 euro. Pertanto, sarà necessario definire la ripartizione degli introiti della tassa, e si dovrà anche valutare se introdurre forme di esenzione, per esempio a giovani e studenti o agli anziani con oltre 65 anni d’età o, ancora, a talune categorie professionali obbligate a spostarsi per motivi di lavoro. E analoghe riflessioni dovranno riguardare la classificazione di alberghi, hotel, campeggi, tenendo oltretutto conto delle perplessità manifestate da parte di alcune associazioni di categoria circa l’ambito di applicazione dell’imposta, la quale, come ormai risulta pacifico, non si applica ad agriturismi e seconde case”.

 

Un regolamento che andrà di nuovo ad incidere sulle tasche di persone che escono per divertirsi e vedono continuamente diminuire il proprio potere di acquisto.

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