Ricostruzione post-sisma: la via è tracciata, ora bisogna seguirla

di Loris Tarli

 

Saranno interessati nella ricostruzione i seguenti comuni: Lucoli, Ovindoli, Rocca di Cambio e Rocca di Mezzo, vicini tra loro e per caratteristiche culturali, storiche e naturalistiche, il progetto che vedrà a breve la luce sarà posto in essere nella nuova Area Omogenea n. 9, denominata “Della neve”.

Gli interventi saranno posti in essere sulle infrastrutture caratteristiche del territorio che identificano l’altopiano delle Rocche e il territorio di Lucoli come un “villaggio” dove sia possibile avere la percezione di un reale coordinamento di spazi e funzioni.

I piani di ricostruzione sono cioè momenti di programmazione dei territori, che nel nostro caso sono stati colpiti dal sisma.

Il progetto che vede la stretta collaborazione tra i sindaci dei Comuni interessati ma in particolare e con stretta collaborazione con il Dipartimento di Architettura e Progetto dell’Università La Sapienza di Roma, si è sottolineato la volontà da parte di questi operatori di voler curare il paesaggio e successivamente di controllare l’opera posta in essere.

I fondi saranno stanziati per: una pista ciclabile, la galleria di Serralunga, il progetto del collegamento tra Campo Felice e Monte Magnolia, quattro strutture per il potenziamento dell’offerta turistica e sportiva, un polo ippico, piscine, golf e campo di volo e interventi infrastrutturali per il rifacimento dei centri urbani.

Partendo dal modello friulano della ricostruzione, è stata realizzata un’approfondita analisi delle specificità di questo territorio e, sulla base di questa, è stato costruito il progetto strategico di rilancio, giungendo alla formulazione di una serie di interventi infrastrutturali e non che, una volta realizzati potranno svolgere da volano non solo per l’area omogenea di riferimento, ma anche da punto di riferimento per i territori immediatamente adiacenti.

Si è evidenziato che i progetti in questione sono concepiti in modo unitario, questi rappresentino uno stimolo necessario per la rinascita di tutto il territorio colpito dal sisma. L’Area “della neve” può essere un simbolo per la ricostruzione, un esempio di lavoro comune, prodotto di intenti, professionalità e impegno di più soggetti che hanno un unico importante obiettivo, il rilancio sociale ed economico di aree colpite dal sisma.” Così il Commissario Delegato per la Ricostruzione e Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha dichiarato durante la presentazione del progetto di rilancio socio-economico dell’area del cratere.

La ricostruzione tenderà anche a migliorare la vita dei cittadini che fin da prima del sisma vedeva già drammatiche lacune in materia di servizi e di strutture pubbliche essenziali e non.

Il Sottosegretario G. L., presente all’incontro infine, ha voluto sottolineare come le caratteristiche paesaggistiche e ambientali rendano il territorio aquilano un importante attrazione turistica con una potenzialità di crescita integrata per l’Abruzzo, in ragione della vicinanza con Roma e con la costa Adriatica.

 

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