Asse attrezzato a pagamento. Imprese e sindacati uniti: è una scelta sbagliata irragionevole e dannosa

di Loris Tarli

Le quindici sigle (Adoc, Cgil, Cia. Cisl, Cna, Coldiretti, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Confindustria, Federconsumatori, Ugl, Uil) che rappresentano il mondo dell’impresa, dei consumatori e dei sindacati dei lavoratori abruzzesi, si sono unite per dichiarare agli esponenti politici e istituzionali  presenti nella sala Camplone della Camera di commercio adriatica onde porre in campo i buoni propositi in emendamenti al testo del “decreto-sviluppo”, in settimana tale argomento verrà valutato da Camera e Senato:  depennare i chilometri dell’arteria che va dalla costa adriatica verso la Val Pescara dalla istituzione del pedaggio, una scelta che può essere scongiurata solo ricorrendo alla riclassificazione dell’elenco dei raccordi autostradali, cioè  il “declassamento” di tale strada abruzzese.

“L’Asse attrezzato Chieti-Pescara è di proprietà del Consorzio per l’area di sviluppo industriale Chieti-Pescara che lo ha affidato in gestione provvisoria all’Anas: l’Anas pertanto non ha alcun titolo ne’ per imporre ne’ per riscuotere il pedaggio”.
E’ quanto affermato dal Presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio, egli ha ribadito nell’incontro di Pescara con 15 sigle sindacali, imprenditoriali e dei consumatori. “Plaudo all’iniziava odierna e condivido l’idea del declassamento dell’Asse attrezzato maturata oggi – continua il Presidente Di Giuseppantonio – ma ribadisco, come ho gia’ detto un mese fa, quando avevo evidenziato l’anomala situazione di una gestione affidata all’Anas, disgiunta dalla proprieta’ dell’arteria in capo al Consorzio Industriale, che se l’Anas pretende di incassare il pedaggio allora dovra’ impegnarsi a pagare gli espropri che furono necessari per costruire l’Asse Attrezzato. Quella situazione, infatti, ha generato gran parte del debito che oggi strangola il Consorzio industriale. Mi fa piacere constatare che Carlo Costantini sia giunto alle stesse conclusioni”

Per meglio spiegare le proprie ragioni alla contrarietà di introdurre un nuovo balzello sull’asse attrezzato Chieti-Pescara, i promotori del forum hanno votato anche un ordine del giorno conclusivo, che richiama le ragioni più significative dell’opposizione al pedaggio e invita alla mobilitazione: inglobamento nella viabilità urbana dell’area Chieti-Pescara dell’arteria; utilizzo prevalente da parte di pendolari che quotidianamente si spostano all’interno dei centri che ne fanno parte; funzione solo marginale come collegamento al casello dell’Autostrada A25 da e per Roma, suffragata dai dati sull’utenza; rischi di natura ambientale per i comuni interessati da un prevedibile aumento del traffico.

Diverse le figure istituzionali hanno risposto positivamente all’invito del gruppo di sigle organizzatrici del dibattito: il senatore Giovanni Legnini  i consiglieri regionali Franco Caramanico e Marinella Sclocco  i presidenti delle Province di Chieti e Pescara, Enrico Di Giuseppantonio e Guerino Testa, il vicesindaco di Chieti Bruno Di Paolo, il sindaco di  Spoltore Franco Ranghelli, il vicesindaco di San Giovanni Teatino Giorgio Di Clemente.
La riunione in Camera di Commercio è servita per votare un documento congiunto e per rilanciare l’allarme sul balzello che il Governo si accinge a imporre a ottobre. La classe politica, ancora una volta si è defilata: tutti invitati ma hanno risposto solo le due Province di Chieti e Pescara per i  Comuni sono stati presenti solo San Giovanni Teatino e Spoltore assenti tutti gli altri, dal Comune di Pescara (quod erat demostrandum) a quello di Chieti.
L’unico parlamentare a farsi vedere distinguendosi è stato il senatore Giovanni Legnini (Pd) che ha appena presentato il quarto emendamento al Decreto governativo.
Le speranze della riuscita della manovra anti-pedaggio sono legate da una parte alla tenacia di Legnini e dall’altra alla unità politica dei due presidenti delle rispettive province, bisogna puntare, infatti, al declassamento da raccordo autostradale a strada a scorrimento veloce per evitare l’inghippo istituzionale del pedaggio che graverà sempre sulle tasche dei cittadini – pendolari già da troppo tempo da troppi tributi oppressi.

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