Sfollati sfrattati dalla caserma Campomizzi

di Andrea Marasea

Insurrezione  tra i terremotati che chiedono l’intervento dell’assessore Pelini al dolore sordo si sostituisce la rabbia

Quasi 60 sfollati alloggiati nella ex caserma di artiglieria”Campomizzi” dell’Aquila entro il 30 giugno dovranno lasciare gli alloggiamenti.

Si sono compattati in una protesta contro quella che definiscono con enfasi una deportazione.

“Ci sentiamo come deportati – dichiarano gli insorti – chiediamo un alloggio dignitoso e chiarezza sia dall’amministrazione che dalla struttura commissariale. Non siamo pacchi postali”.L’assessore Pelini sentenzia: “Assistenza per la popolazione passi al Comune!!”

Succede in effetti chel a Sge, ovvero la Struttura di gestione dell’emergenza, da giovedì prossimo li farà alloggiare all’interno della Scuola della Guardia di Finanza di Coppito. una ventina di terremotati, invece, non avrà una valida alternativa e dovrà trovarsi una sistemazione autonomamente dignitosa.

 

Tuttavia è da evidenziare che 22 persone tutte residenti a L’Aquila, alla data del 6 aprile 2009 o erano prive di un regolare contratto di affitto, oppure erano ospitati da parenti o amici, o ancora, pur avendo un regolare contratto di affitto nei mesi successivi al sisma per svariati motivi hanno dovuto riconsegnare la casa al legittimo proprietario.

La rabbia si denota dagli striscioni evidenziati in strada: “Non siamo pacchi postali, ridateci le nostre case”, “La deportazione riparte dalla Campomizzi”, “Terremotati e… sfrattati!”, “Di Orio ci ospiti tu?”.

Alla protesta partecipa anche l’assessore comunale all’Assistenza alla popolazione Fabio Pelini, che rimpalla totalmente la responsabilità dell’impasse al commissario, Gianni Chiodi.
“Bisogna iniziare a pretendere atti concreti dal commissario – intima- Noi possiamo solo valutare la situazione, ma non abbiamo potere concreto di ordinanza. O Chiodi si muove, oppure ci dà modo di farlo. Noi vorremmo occuparcene, dopo due anni siamo in grado ed è il caso di farlo”.
Il Comune ripete per l’ennesima volta che tale problematica non è sua competenza, l’assegnazione degli alloggiamenti è compito del commissario Chiodi. Quindi si sta assistendo al solito scarica barile. «Vorremo razionalizzare l’assistenza alla popolazione e gestire sia l’assegnazione che la gestione e anche scrivere le regole. Perché alcune regole non le condividiamo» risponde l’assessore Pelini e continua «chiederemo che si fermino tutti gli sfratti dalle caserme e dagli alberghi».

Il 30 giugno è arrivato ormai e l’amministrazione locale non può fare niente se non associarsi alla protesta dei terremotati. Gli sfollati cercano risposte concrete.
Sono ormai trascorsi più di due anni dal terremoto, molti moduli abitativi provvisori (Map) e alloggi C.a.s.e. Sono sicuramente inutilizzati e disponibili, nonostante tale disponibilità gli oltre sessanta sfollati della “Campomizzi” vengono fatti sloggiare.

L’ordine di sgombero, firmato dal prefetto, però ha delle motivazioni ben precise che provengono dal commissario dell’Adsu Francesco D’Ascanio.
Alla base di tale provvedimento ci sta infatti la necessità da parte dell’azienda regionale per il diritto agli studi di mettere a disposizione degli universitari fuori sede i posti letto della “Campomizzi”.

È innegabile, altresì, il profondo problema che avvolge tutti coloro che sono coinvolti da questa vicenda, ad esempio:

La signora Maria De Filippo ha una casa classificata “A”, che quindi sarebbe immediatamente abitabile, sotto il ponte Belvedere, struttura danneggiata dal sisma.

“Vorrei che si facessero i lavori al ponte in modo tale da poter rientrare in casa e invece sto qua – si lamenta – E tanti altri stanno nelle mie condizioni”, «La verità non te la dice nessuno. Dove sono le nostre case? E’ arrivata gente da fuori che non sapeva dire nemmeno buongiorno in italiano e noi che siamo aquilani non abbiamo nessun diritto?».

«Siamo trattati esattamente come dei pacchi postali, questo è l’ennesimo trasloco. Perché questo posto deve essere dato agli studenti e non a me che sono aquilano? » si sfoga il signor Armando Barone, la rabbia esplode tra tutti coloro che ancora non ricevono risposte concrete

Altri si lamentano  per la situazione problematica dei Map in realizzazione nella frazione di Paganica, uno dei quali è stato occupato sabato sera dalla sfollata Francesca Bellaprima. Le strutture a breve pronte sono 81 che dovrebbero essere assegnate ai single.

Ognuno ha problemi diversi, – la questione degli anzidetti single, quella delle case classificate A, ma collocate in zona rossa e via dicendo , li quesiti sono molteplici, ma le risposte stentano a chiarificare una situazione che da troppo tempo va sanata.

Si attendono, quindi azioni risolutive, provvedimenti posti in essere dalla pubblica amministrazione competente per porre fine a questa situazione di maccheronica matrice dai risvolti ormai penosi e per taluni versi grotteschi.

 

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