Ex assessore al Comune di Teramo indagato per reati dalla Procura fa carriera
La vicenda Robimarga desta perplessità, rabbia ed indignazione
A destare preoccupazione è il fatto che, se la legge è uguale per tutti, riguardo a condotte integranti la stessa tipologia di reato ci si trovi di fronte a trattamenti disuguali. Non si spiega, infatti, come mai all’interno della stessa realtà costituita dal Servizio Sanitario Nazionale, due direttori amministrativi abbiano considerato lo stesso fatto in due modi completamente differenti.
Senza entrare nel merito dei reati contestati dalla Procura, ben consapevoli che tutti sono innocenti fino a prova contraria, il direttore dell’Azienda Sanitaria Pescarese, D’Amario, ha ritenuto giusto sospendere in via cautelativa il medico oggetto d’indagine, sia dal servizio che dallo stipendio. Viceversa è accaduto per Corrado Robimarga, nei confronti del quale il direttore della Asl di Teramo, Varrassi, ha deciso per la sua promozione a responsabile dell’unità operativa semplice a valenza dipartimentale di endoscopia urologica di Giulianova.
Una decisione che ha fatto nascere non poche polemiche circa la disparità di trattamento nei confronti di due soggetti con lo stesso identico incarico e può portare a pensare all’esistenza di un vizio proprio dell’attività amministrativa – senza indagare sulle scelte, errate o giuste che siano, che hanno compiuto i due direttori amministrativi, è stato rilevato da più parti come questi diversi atteggiamenti siano di difficile comprensione e poco rassicuranti.
A mio modesto avviso entrambi gli atteggiamenti sono da considerarsi scorretti, in quanto fino a che non c’è una sicurezza del reato sia l’Azienda che la persona vanno tutelate – mentre in questo caso sono passate entrambe in secondo piano.
di Jo Galete de Arilas
7 gennaio 2012
