Revocata l’immunità parlamentare a Fulvio Martusciello
Si è raggiunto l’epilogo del Huaweigate. Su richiesta della procura belga, la Commissione Affari giuridici ha revocato l’immunità parlamentare al capogruppo di Forza Italia Fulvio Martusciello, a differenza del collega Salvatore De Meo. Nonostante la conclusione della vicenda, Martusciello si continua a definire “completamente estraneo” alle accuse richiedendo inoltre sostegno ai Conservatori e Riformisti europei. Sforzi vani in vista delle votazioni di revoca, 14 voti a favore e 11 contrari.
Il Huaweigate
L’inchiesta nasce a marzo dello scorso anno. La procura federale belga usa il termine Huaweigate in merito a presunte attività di lobbying illecito tra il gruppo cinese Huawei e diversi parlamentari europei. In cambio di favori come eventi e viaggi sportivi, l’high-tech cinese avrebbe tentato di farsi favorire all’interno del Parlamento europeo e di influenzare le istituzioni di Bruxelles.
Nel 2025, le autorità hanno svolto una serie di perquisizioni principalmente in Belgio e Portogallo. Immediatamente la magistratura belga ha chiesto la revoca dei due eurodeputati di Forza Italia Martusciello e De Meo, nomi emersi a seguito delle indagine. Mentre la revoca di De Meo è stata rifiutata per votazione a Bruxelles, degli inquirenti ritengono che persone vicine a Martusciello possano esser state figure chiave nei rapporti tra Huawei e l’Europarlamento.
La risonanza del caso all’interno dei gruppi parlamentari
A Bruxelles diversi casi hanno segnato una frattura nell’alleanza garantista che per anni aveva accomunato Popolari e Socialisti nella gestione delle richieste di revoca dell’immunità parlamentare.
I primi a schierarsi a favore della revoca dell’immunità a Martusciello sono stati certamente i Socialisti. Da settimane insistono sul bisogno di evitare una situazione di doppi standard, ovvero un trattamenti diversi per casi simili, successivamente alle controversie del Qatargate dove fu revocata l’immunità all’eurodeputato Elisabetta Gualmini.
Invece, dentro al Partito popolare europeo i pareri sono stati contrastanti fino all’ultimo momento. Alcune fonti parlamentari affermano che il Ppe non abbia imposto una posizione comune sul Huaweigate. Tuttavia, la maggior parte dei membri del gruppo parlamentare hanno contestato la magistratura belga per non aver fornito sufficienti prove dettagliate a favore della revoca per Martusciello.
La revoca dell’immunità a Fulvio Martusciello segna un passaggio significativo dell’inchiesta belga. Resta ora agli inquirenti il compito di accertare eventuali responsabilità, mentre il caso continua a sollevare interrogativi sulla trasparenza delle attività di lobbying a Bruxelles e sulla capacità dell’Unione europea di prevenire possibili interferenze esterne nei processi decisionali.

