Genocidio degli armeni: il Parlamento Europeo approva il riconoscimento

Genocidio degli armeni: il Parlamento Europeo approva il riconoscimento

c1c0374c-e4cf-4a18-a520-e0279fa5bcb6_largeBruxelles (BEL) – Poche ore fa il Parlamento Europeo ha approvato con larga maggioranza, per alzata di mano, una risoluzione volta al riconoscimento del genocidio del popolo armeno. In questo 2015, infatti, ricorre il centenario della strage sistematica di centinaia di migliaia (fino 1.5 milioni, secondo alcune stime) di armeni per mano dell’ex Impero Ottomano, durante gli anni della Prima Guerra Mondiale. Un primo importante tentativo di rivolgere l’attenzione su questo tragico episodio della storia contemporanea, rimasto sconosciuto alla maggior parte dell’opinione pubblica, era stato fatto nei giorni scorsi dal Papa. Il pontefice aveva ammonito sull’incapacità umana di imparare dai propri errori, definendo il massacro degli armeni come il «primo genocidio del XX secolo». Proprio nell’interpretazione giuridica di questo termine risiede la difesa della Turchia, che respinge categoricamente una tale lettura storica degli eventi del ’15-’16 e considera lo sterminio degli armeni nel deserto dell’Anatolia (le cosiddette «marce della morte») alla stregua di tipiche uccisioni dovute a scontri a armati tra nemici durante il periodo di guerra.

Lo stesso premier turco Davutoglu aveva dichiarato come anche il Papa si fosse ormai unito al «fronte del male» in una ricostruzione lontana dalla vera realtà storica, a cui hanno fatto seguito le affermazioni del presidente Erdogan (che aveva subito reagito, invitando il Vaticano a non ripetere tale errore) sulla possibilità di espellere gli oltre 100 mila armeni che lavorano in Turchia in quanto non cittadini turchi, «anche se ancora non lo abbiamo fatto».  Con questa risoluzione l’Europa chiede alla Turchia di «approfittare della commemorazione del centenario del genocidio armeno come importante opportunità», così da aprire la strada ad «vera e propria riconciliazione tra il popolo turco e armeno». Un avanzamento in questa direzione rappresenterebbe un’occasione unica per la Turchia, che col riconoscimento del genocidio seguirebbe il cammino già tracciato dalla Germania relativamente alle stragi delle etnie Herero e Nama in Namibia (come trattato, sulla nostra testata, dall’articolo «Namibia, un altro genocidio dimenticato»).

Redazione

16 aprile 2015

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